Dopo la notizia della scomparsa dello storico presidente del Milan Silvio Berlusconi, è ora di fare bilanci. L’ex patron rossonero ha messo a segno negli anni alcuni colpi di mercato iconici che hanno contribuito a modificare le operazioni di compravendita dei giocatori.
Negli anni 80, quando Berlusconi comprò il Milan, il club stava attraversando una profonda crisi societaria che sembrava insuperabile. Vari scandali e la doppia retrocessione in Serie B avevano indelebilmente macchiato uno dei club più importanti d’Europa tanto da paventare il rischio fallimento. Nel 1986 il Cavaliere acquistò la compagine meneghina evitandole così l’epilogo peggiore.
Tuttavia, ciò che ha caratterizzato l’era Berlusconi sono stati gli acquisti. Messi a segno da un lato per capacità intrinseche dei giocatori, dall’altro per i riflettori che gli stessi erano in grado di accendere su di sé e di conseguenza sul Milan.
Di seguito 5 delle più importanti intuizioni messe a segno da Silvio Berlusconi e dal suo fedele compagno di vittorie Adriano Galliani.
Cafu: Il terzino venne acquistato dal Milan a parametro all’età di 32 anni. La sua carriera, così come la sua esperienza alla Roma, stava volgendo al termine e il giocatore era in procinto di partire per il Giappone. La trattativa con il Yokohama Marinos si complicò a causa dello scoppio dell’epidemia di Sars e qui si inserì Adriano Galliani. L’ad rossonero convinse il brasiliano a terminare la sua sua carriera in grande stile e con la prospettiva di poter ancora vincere molto prima del ritiro. L’ex giallorosso accettò ed esordì il 27 agosto del 2003 e con indosso la maglia rossonera vinse uno scudetto, una Supercoppa italiana, due Supercoppe europee, una Champions League e un Mondiale per club.
Beckham: L’inglese approdò al Milan per la prima volta a fine 2008 in prestito dai Los Angeles Galaxy. La sua sembrava essere una comparsa più mediatica che strutturale ma ben presto Carlo Ancelotti si rese conto che la sua presenza lì andava oltre. Il centrocampista, grazie alla sua professionalità e dedizione, si guadagna sin da subito l’esordio all’Olimpico contro la Roma. Questa operazione, fortemente voluta da Adriano Galliani, si è ripetuta nel 2010. Questo secondo ritorno non andò come da previsioni. Nonostante le prestazioni non siano mai venute meno, l’ex Manchester United si ruppe il tendine d’Achille in occasione del match contro il Chievo Verona costringendolo ad abbandonare anzitempo l’Italia.
Boban: L’approdo a Milano del giovane croato non è idilliaco dal primo momento ma grazie alla sua capacità di assimilare in tempo record le dinamiche della Serie A, si è ritagliato un posto d’onore nel cuore dei tifosi. L’anno in prestito al Bari funge da apprendistato ed al suo ritorno si ripresenta come un giocatore navigato e smaliziato quindi ideale per i rossoneri. Il club, in continua ricerca di nuovi stimoli, trova nel centrocampista il profilo ideale che adattandosi alle linee guida di Capello riesce a vincere con la squadra due Scudetti consecutivi, oltre a una Champions League, una Supercoppa europea e tre Supercoppe italiane.
Kakà: Nell’estate del 2003 il brasiliano è approdato a Milano tra le risate e i commenti ironici degli avversari. Ricardo non aveva nulla del calciatore iconico dell’epoca. Immagine da scolaretto timido e inamidato ed un soprannome che, almeno i primi tempi, diede adito ai più svariati sfottò. Ben presto ci si accorse che in campo era tutt’altro, tant’è che che riuscì prima a togliere la titolarità a Rui Costa e poi a cambiare radicalmente il reparto offensivo gestito da Carlo Ancelotti. Il suo primo gol arriva in occasione del derby contro l’Inter il 5 ottobre 2003 e e nella sua prima parentesi meneghina ha vinto una Champions League, un Mondiale per Club, uno scudetto, una Supercoppa italiana, due Supercoppe europee a livello collettivo mentre individualmente ha conquistato il Pallone d’oro nel 2007.
Van Basten: Acquistato per soli 850 mila euro dall’Ajax nel 1987, l’olandese si mostra subito degno della sua fama. Il suo approdo ha lo scopo di rilanciare il Milan ed anche in questo caso l’intuizione del duo Berlusconi-Galliani è vincente. È uno dei centravanti più forti non solo del Milan ma della storia. Iconica resterà sempre la sua rete in rovesciata a San Siro contro il Göteborg che lo ha inserito nell’Olimpo del calcio. Il giocatore si è ritirato nel 1995 a soli 32 anni dopo 201 presenze, 124 gol e 3 Palloni d’Oro con il Milan a causa dei molteplici infortuni che lo hanno martoriato negli anni.


