Continua il ballo delle punte in casa Milan. Aspettando notizie più precise sul futuro prossimo di Zlatan Ibrahimovic, che gioco forza indirizzerà anche strategie e movimenti del mercato rossonero, la dirigenza rossonera continua a restare vigile sulla questione prima punta. Attaccante esperto che sappia giocare con e per la squadra, di personalità, carisma e di caratura internazionale: è questo il profilo che il Milan sta cercando sul mercato ed è questa la figura che la dirigenza rossonera vorrebbe regalare a Stefano Pioli per sopperire alle assenze e agli acciacchi di Zlatan Ibrahimovic. A seconda della condizione e delle eventuali prospettive di recupero dello svedese, poi, il Diavolo eventualmente si muoverà per cercare anche un’altra punta, magari più giovane, sul mercato. Il potenziale vice Ibra, però, Paolo Maldini lo vorrebbe presto, o quantomeno vorrebbe ufficializzarlo il prima possibile. Ed ecco che, nonostante un accordo di massima raggiunto con Olivier Giroud almeno sulle cifre dell’ingaggio che dovrebbe percepire in rossonero e non essendoci ancora la certezza che il francese possa liberarsi a zero dal Chelsea, nel ballo delle punte è spuntato il nome di Edin Dzeko.
Il ballo delle punte. Ecco perché conviene puntare su Olivier Giroud

Il nome scelto da tempo e che resta il preferito in casa rossonera nel ballo delle punte è senza ombra di dubbio quello di Olivier Giroud. Il quasi 35enne francese attualmente in forza al Chelsea ha vinto gli ultimi Mondiali di Calcio con la sua Francia da attaccante titolare e l’ultima Champions League con il Chelsea anche se impiegato poco, soprattutto negli ultimi mesi. Questo significa che è un calciatore abituato ai grandi palcoscenici, sa cosa significa vincere e porterebbe enorme esperienza e mentalità alla giovane truppa rossonera. Sa giocare spalle alla porta, dialogare con i compagni e aprire spazi per gli inserimenti di trequartisti ed esterni d’attacco. Di contro, però, segna poco. Soprattutto nelle ultime stagioni, infatti, il suo contributo realizzativo è stato pressoché nullo anche se, soprattutto in Champions, qualche rete importante l’ha realizzata. L’ultimo Mondiale in Russia, vinto da protagonista e titolare, è la sintesi perfetta dell’attuale Olivier Giroud. Zero gol nell’intera manifestazione, ma tanto movimento, lavoro sporco per gli inserimenti delle altre punte e dialoghi continui con i compagni di squadra e reparto. Mbappé e Griezmann hanno usufruito della sua intelligenza tattica e del suo modo di stare in campo e la sua fisicità appare determinante all’interno dell’area di rigore avversaria.
Il ballo delle punte. Pro e contro sulla scelta di Edin Dzeko

Nelle ultime ore, nell’intrigante questione legata al ballo delle punte, è spuntato il nome di Edin Dzeko. Stessa età di Olivier Giroud, ma con i 35 anni già compiuti a Marzo, il bosniaco della Roma ha molti punti di contatto con il francese del Chelsea. Grande personalità, tecnica sopraffina e fisicità importante dentro l’area. Anche lui ha avuto esperienze vincenti nella sua carriera (Wolfsburg e Manchester City su tutte) ed è stato leader nelle squadre dove ha giocato. Poco incisivo in zona realizzativa nelle ultime stagioni, Edin, rispetto a Giroud, ha avuto stagioni in cui i gol erano diventati una lieta abitudine, come nella stagione 2016/2017 in cui ha vinto la classifica capocannonieri nella nostra Serie A. Più di Giroud ha la propensione a venire a prendersi la palla anche a centrocampo e far partire l’azione della squadra. Quando sta bene, dai suoi piedi (o dalla sua testa/petto) partono il 99% delle azioni della sua squadra. Giocatore universale che sa fare praticamente tutto, ma che qualche volta non entra con la giusta cattiveria ed il giusto agonismo in campo e, in quelle circostanze, ne becca poche e diventa un peso per la squadra. Nelle ultime due stagioni, infine, ha avuto un calo a livello fisico e realizzativo che non lascia molto tranquilli sulla sua affidabilità.

