L’emergenza infortuni continua a condizionare il Milan, ma Ruben Amorim non cerca alibi e si assume le proprie responsabilità. Alla vigilia del derby contro l’Inter, il tecnico portoghese è tornato sui numerosi problemi fisici che hanno colpito la rosa rossonera nelle ultime settimane, difendendo apertamente il lavoro dello staff medico e spiegando le difficoltà nella gestione dei carichi di lavoro.
«Quando si tratta di infortuni muscolari non c’entrano i medici. C’entra l’allenatore e il modo che ha di lavorare», ha dichiarato Amorim in conferenza stampa, sottolineando come sia necessario conoscere anche lo storico fisico dei singoli calciatori.
Amorim difende lo staff medico: «La responsabilità è mia»
L’allenatore ha ribadito la propria fiducia nei confronti dello staff sanitario del club: «Io sono felicissimo dello staff medico, la responsabilità è mia, devo gestire i carichi di lavoro, a volte occorre correre qualche rischio. Non tutti riescono a giocare più partite di fila».
Amorim ha poi citato alcuni casi specifici per spiegare quanto sia complicato prevenire ogni problema fisico. Dall’infortunio di Saelemaekers, arrivato durante una partitella in allenamento, al sovraccarico accusato da Moreira dopo essere stato impiegato con continuità a causa delle assenze nello stesso ruolo.
Una situazione che ha coinvolto anche Fikayo Tomori, fermatosi contro il Bologna dopo essere stato utilizzato in una posizione insolita per sopperire all’emergenza sulla fascia destra. Gli esami hanno evidenziato una lesione muscolare alla coscia destra, con nuovi controlli previsti tra due settimane.
Il derby e la necessità di ritrovare alternative
Il Milan si avvicina dunque alla sfida contro l’Inter con una rosa ancora condizionata dagli infortuni, anche se arrivano segnali incoraggianti dai recuperi di Rabiot, Gila e Moreira, nuovamente a disposizione. Resta da capire se potranno essere impiegati dal primo minuto.
Le parole di Amorim fotografano una difficoltà che va oltre il singolo episodio: le assenze riducono le possibilità di rotazione, aumentando il minutaggio di chi è disponibile e rendendo più complessa la gestione delle energie. Un circolo vizioso che il tecnico dovrà provare a interrompere, a cominciare proprio dal derby di domani.


