Massimiliano Allegri ha sempre saputo far rendere le proprie squadre con i giocatori a disposizione dimostrandosi un trasformista e anche nelle sua seconda esperienza con il Milan sta attuando diverse soluzioni per non dare garanzie alle avversarie.
Allegri il trasformista: i precedenti
Il tecnico toscano ha mostrato, come si legge su Tuttosport, anche nel suo passato rossonero di riuscire a cambiare in base a cosa servisse in quel momento: nel 2010-11, anno dello scudetto, era partito con un 4-3-1-2 molto offensivo con Robinho dietro Pato e Ibrahimovic, ma poi modificò l’assetto prima inserendo Boateng sulla trequarti e poi tre mediani a centrocampo. Anche nel 2012-13 riuscì a prendersi il terzo posto dopo un inizio difficile passando al 4-3-3.
Nuovo Milan: difesa a 3 o 4 e tante opzioni in attacco
Anche nelle prime 4 di questa stagione Max Allegri ha mostrato diverse facce del suo Milan: in difesa il Diavolo ha giocato sia a 3 che a 4 modificando spesso il modo di stare in campo a partita in corso.
In attacco si è visto sia un tipico assetto a 3 che uno a 2, soprattutto da quando si è passati al 3-5-2. E proprio in attacco potrebbero esserci presto novità: l’allenatore rossonero sta valutando il passaggio al 3-4-2-1 con Pulisic e Nkunku alle spalle di Leao (quando rientrerà dall’infortunio) o Gimenez, ma occhio anche al ritorno di un 4-3-3. Tante soluzioni già provate e altre ancora da provare, il Milan è già camaleontico come il suo allenatore.



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