Allegri in conferenza: “Domani sarà una partita difficile. Pulisic in dubbio per la febbre, decideremo se portarlo”

Massimiliano Allegri ha presentato la partita di domani sera contro il Torino con la consueta conferenza stampa da Milanello. Di seguito le parole di Allegri.

Sulle difficoltà in trasferta

“Bisogna essere pronti a fare una partita solida. Ci sono dei numeri che cercheremo di invertire: negli ultimi 12 anni ha vinto 1 sola volta a Torino, negli ultimi 3 anni ha perso 3 volte. Domani dobbiamo giocare con umiltà e rispetto contro una squadra forte e fisica. Sarà difficile giocare in casa loro, dovremo fare una partita molto concreta avendo chiaro l’obiettivo perché da oggi a fine gennaio la classifica verrà delineata, dovremo essere bravi a restare tra le prime 4″.

Se il campionato sarà sempre così competitivo

“Dipenderà dai filotti che le squadre riusciranno a fare, Inter e Napoli sono davanti. Al momento ci sono tanti squadre in pochi punti, è un po’ un’anomalia, per questo dobbiamo avere testa per restare lì davanti”.

Sugli infortunati

“Gimenez speriamo di riaverlo presto sia tatticamente che numericamente. Pulisic ha avuto un attacco di febbre, vedremo se riuscirà ad esserci o meno. Athekame sta completando il recupero, Fofana speriamo di riaverlo col Sassuolo. L’obiettivo è fare bene nelle prossime due, dobbiamo avere la testa giusta”.

Sulle parole di Fabregas

“Non ho sentito cosa ha detto, sta facendo un gran lavoro. Per noi è importante fare risultati. Con la Lazio siamo stati più bellini nel gioco, ma non abbiamo avuto la cattiveria nel portarci la partita a casa”.

Se mancano i gol dei centrocampisti e degli esterni

“Eravamo partiti bene con Loftus-Cheek a Lecce, poi ci siamo fermati. Sicuramente arriveranno. Dobbiamo migliorare nelle palle inattive, facciamo pochi gol e rischiamo troppo spesso. La cosa importante è giocare da squadra, con la Lazio difensivamente abbiamo fatto bene. Dobbiamo continuare a migliorare entrambi le fase e avere chiaro l’obiettivo. Rabiot? Sta migliorando la condizione, i suoi gol come quelli di Loftus-Cheek arriveranno”.

Se il suo Milan è a buon punto

“Non sono soddisfatto in pieno, tutti non dobbiamo esserlo. Ogni giorno si deve lavorare per migliorare le cose che sbagliamo, ogni giorno che passa dobbiamo avere la convinzione di migliorare. Ognuno deve lavorare per ottenere il massimo, si deve fare il massimo per ottenere quello che sembra impossibile. Lavorare per il 10 vuol dire arrivare al massimo delle tue potenzialità, facendo così si può migliorare. Non esiste il mantenimento, esistono peggioramento e miglioramento, su questo dobbiamo lavorare. Vanno risparmiate le energie mentali, perché in campo tanto passa dalla testa, il volere le cose aiuta e il nostro volere è che il Milan torni in Champions”.

Su cosa possono dare i centrocampisti

“Sono contento per Jashari, che ha fatto una buona partita in un ruolo che non aveva mai fatto, ha molti margini di miglioramento. Ricci è intelligente ed è affidabile, cosa molto importante per un allenatore. Ruben si deve convincere delle qualità che ha, ha uno strapotere fisico importante e può fare gol, lui deve essere convinto di quello che fa”.

Su Nkunku

“E’ un giocatore con qualità tecniche straordinarie, è arrivato dopo. Con la Lazio in casa ha fatto una buona partita, anche lui si deve convincere che deve essere determinante. Abbiamo bisogno di giocatori convinti di quello che fanno, sono convinto che lui possa fare bene”.

Su Gimenez

“Santiago sta lavorando, in settimana speriamo di riaverlo parzialmente con la squadra. La caviglia è a posto, speriamo di riaverlo perché abbiamo bisogno di lui, anche senza gol ci ha dato una mano. Gimenez deve rientrare, lo aspettiamo”.

Se per lui il Torino è un derby

“I numeri con la Juventus non contano. Non è un derby per me, è una partita difficile per tutti, soprattutto sapendo l’importanza del risultato”.

Se questa squadra ha una punta ideale per lui

“Di centravanti veri tra Juventus e Milan, ma anche a Cagliari, ne ho avuto solo uno: Higuain. Mandzukic svariava, nel Milan dello Scudetto avevamo Ibrahimovic che era più bravo a mandare gli altri, Robinho, Cassano e Pato. Dipende dalle caratteristiche, l’importante è che qualcuno faccia gol. Abbiamo bisogno dei gol di Nkunku, Gimenez, centrocampisti e dalle palle inattive. Per essere lì a fine campionato dobbiamo fare gol e subirne poco, la differenza reti conta sempre”.

Su a che livello è l’inserimento dei nuovi

“Siamo partiti da gruppo e siamo diventati squadra, e ancora dobbiamo migliorare. Alcuni con minutaggio minore fanno più fatica, poi l’importante è che diano disponibilità. A Roma abbiamo avuto delle occasioni e non le abbiamo sfruttate, poi dopo il loro gol c’è stata troppa confusione. Sono contento di tutti”.

Su cosa deve fare per un attaccante

“Di mercato non c’è bisogno di parlarne, manca un mese e abbiamo due partite importanti da giocare in sta settimana”.

Sul caos dopo la Lazio

“Ho sorriso perché a San Siro alla Lazio hanno tolto un angolo in occasione del VAR, in Coppa Italia hanno segnato da un angolo che non c’era. Domani dobbiamo fare un passettino in avanti e una grande prestazione”.

Su uanto è soddisfatto della difesa

“Ho chiesto subito alla squadra di sporcarsi i pantaloncini, se usciamo puliti dal campo i risultati non li portiamo a casa. Senza palla dobbiamo difendere tutti insieme, dobbiamo continuare a lavorare e migliorare. Si deve restare focalizzati sull’obiettivo finale e per farlo bisogna fare un passettino per volta”.

Se le ambizioni scudetto si misureranno nelle prossime 5

“Non è questione delle prossime 5. Ci vogliono 74-76 punti per entrare in Champions, non so quanti per lo scudetto. L’ambizione deve essere massimo, ma l’obiettivo deve essere chiaro: la Champions, che non sarà facile da raggiungere”.

Su Fofana

“E’ criticato perché ogni tanto fa errori tecnici, ma è un giocatore di intensità ed è stato bravo nella creazione di gol. Per me deve avere l’ambizione di fare molto di più in entrambe le fasi. Domani giocherà un altro con caratteristiche diverse, ma sicuramente sarà utile”.

Sulle differenze tra i primi e i secondi tempi

“Mi piacerebbe dominare 95 minuti sempre, ma purtroppo è impossibile. Quando l’avversario preme devi difendere bene, la lettura della partita è fondamentale”.

Se non teme che si sia capito come fermarli

“Possiamo variare come caratteristiche, normale che in partite bloccate devi essere bravo a sfruttare le poche occasioni che hai. Noi dobbiamo migliorare nella percentuale realizzativa”.

Milan: Massimiliano Allegri - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Milan: Massimiliano Allegri – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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