Il calcio moderno è sempre più legato e talvolta condizionato dalle cinque sostituzioni. La regola introdotta in pandemia ha cambiato il modo di gestire le partite e più in generale incidi anche sulle scelte di ampiezza delle rose.
Ci sono allenatori più o meno favorevoli a questo format, c’è chi sfrutta a pieno la possibilità di cambiare fino a metà dei giocatori di movimento e chi tende ad essere più conservatore e mette poco mano solitamente all’11 scelto dal primo minuto.
Allegri, l’importanza dei cambi
Tra i massimi esponenti delle sostituzioni limitate troviamo certamente Guardiola ad esempio, mentre tra coloro che spesso sfruttano i cambi possiamo individuare proprio Massimiliano Allegri, il quale è sempre stato in prima linea nel ricordare l’importanza proprio dei cinque cambi.
Più nel concreto, contro il Bologna Max ha migliorato il suo piano partita nel secondo tempo, pescando a piene mani dalla panchina, in parte costretto da guai muscolari dei suoi, in parte per modificare l’assetto attraverso nuovi interpreti.
Allegri: rosa corta e tutti coinvolti
Terracciano ha sostituito Maignan, ma non è stato sollecitato. De Winter subentrato a Pavlovic si è adattato a giocar da braccetto mancino e non ha steccato nel suo esordio rossonero. Mentre Ricci, Pulisic e Nkunku hanno realmente alzato il livello tecnico e di intensità, consolidando il controllo della gara.
Il roster del Milan è numericamente limitato, ma la tendenza immaginiamo resterà quello di usare spesso tutti i cambi, anche perché Allegri non è certo un tecnico che ha paura ad utilizzare i giovani. La sua strategia è chiara: rosa corta e tutti coinvolti.



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