Torti arbitrali: e fu così che ci volle… ordine

Di torti arbitrali, si sa, vive il tifoso calcistico medio ma anche l’appassionato allenatore e il dirigente sa che spesso, nel dubitar, sa che può anche trovare la propria strada e una risposta mal celata. E il Milan, nella strada tortuosa dei torti arbitrali, ha scovato la propria, di strada, nel momento paradossalmente peggiore, quello del post derby di ritorno della semifinale di Coppa Italia. Lì, dopo lo 0-3 subito contro l’Inter, la svolta. Non lo dico io, lo dicono i numeri, i risultati. 

Il dopo derby, la conferenza stampa di Stefano Pioli e la risposta a Franco Ordine

Facciamo ordine, nel senso di «mettiamo apposto tutti i cassetti della memoria». Dopo la già citata sconfitta contro i cugini nerazzurri il Milan aveva perso, sulla carta, qualche certezza; soprattutto la solidità difensiva sventolata nelle sfide precedenti, ma anche gli affanni in fase offensiva e grossolani errori mai visti prima. E poi le polemiche arbitrali, per quel gol annullato a Bennacer per colpa di Kalulu che (non) copriva la visuale di Handanovic. Tanto che Pioli, a suo tempo, liquidò il tutto guardando le immagini in televisione con un laconico: «Ma dai come si fa». Ma è proprio lì che è partita la rinascita, fisica, morale e soprattutto mentale, della squadra: perché il risultato è stato netto ma il Milan non è uscito ridimensionato nel gioco, anzi. È riuscita a non farsi deprimere dallo 0-3 e ad arrivare a 90 minuti dallo Scudetto. Ma, soprattutto, ha ritrovato il rispetto del palazzo.

Pioli

Il rispetto del palazzo ritrovato e il karma da ‘ciao ciao torti arbitrali’ 

E la svolta è avvenuta qualche giorno dopo, in conferenza stampa. Protagonista, ovviamente, Stefano Pioli da una parte e il collega Franco Ordine dall’altra. Quest’ultimo chiese: «Dando per scontato il luogo comune secondo cui tra torti e favori alla fine della stagione i conti tornano, cosa deve succedere da qui a fine campionato perché tornino i tuoi conti?». La risposta di Pioli fu secca: «Nella tua domanda c’è la mia risposta, in queste 5 partite bisogna che succeda qualcosa che non è successo fino ad oggi». Tradotto: basta torti arbitrali, ma soprattutto basta sminuire il Milan. Siamo una società seria, storica, fatta di passione, giocatori e dirigenti affamati. Abbiate rispetto. E la maglia si è concretizzata davvero.

Radu, Terracciano & Co, Karma Killer 

Perché il Milan, da quel momento, si è potuto gustare l’errore di Radu in Bologna-Inter, che le ha concesso il primato in classifica; ma anche quello di Terracciano in Milan-Fiorentina, che ha potuto permettere a Leao di sbloccare una gara maledetta. Volendo ci sarebbe anche il gol annullato a Skriniar sullo 0-0 di Cagliari-Inter, ma non spingiamoci troppo in là dai. Di concreto, però, c’è che il karma (lo chiamerei Karma Killer…) è sicuramente andato da una parte precisa. E noi media, che ci siamo lamentati per tutto l’anno e anche nella passata stagione che la società non si faceva mai sentire quando subiva dei torti arbitrali, oggi ci dobbiamo ricredere. Perché con quella frase di Pioli («in queste 5 partite bisogna che succeda qualcosa che non è successo fino ad oggi»), un ‘detto non detto’ che probabilmente ancora oggi fa incazzare gli interisti, c’è tutto: il già citato karma, ma anche il ritrovato rispetto del palazzo e della classe arbitrale per i rossoneri. Si sono rimesse le basi per un ritorno al peso politico che le compete da parte del Milan? Vedremo…

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