Milan, dalla valorizzazione dei nuovi acquisti alle sconfitte contro le big: i pro e i contro della gestione Pioli

Secondo quanto riferito dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, malgrado in vista della prossima stagione intenda ingaggiare Ralf Rangnick, la dirigenza rossonera sarebbe soddisfatta del lavoro di Stefano Pioli che, dopo la settima giornata del campionato in corso, ha sostituito Marco Giampaolo. Il tecnico emiliano, infatti, è riuscito a valorizzare quasi tutti i giocatori acquistati durante le ultime sessioni di mercato. Mentre Theo Hernandez è stato proposto dal primo minuto con regolarità e ha offerto ottime prestazioni, tanto da essere finito nel mirino di numerosi top club, Ismael Bennacer, che è un centrocampista tecnico, intelligente e dinamico, è cresciuto molto e ora è diventato molto importante per l’economia della squadra. Il tutto mentre Ante Rebic, dopo una prima parte di stagione caratterizzata da un rendimento deludente, è riuscito a sbloccarsi, a cambiare registro, a far bene le due fasi e a risultare concreto.

L’ex allenatore di Fiorentina e Inter è poi riuscito a dare un’identità alla squadra. Il 4-4-1-1 proposto negli ultimi mesi, che diventa un 4-2-3-1 in fase offensiva, si adatta molto bene alle caratteristiche dei giocatori, che sono cresciuti anche in fase difensiva. In ogni caso, la rosea sottolinea anche come non sia andato tutto per il verso giusto. In campionato, infatti, il Milan di Pioli ha perso contro Roma, Lazio, Juventus, Atalanta e Inter e ha evidenziato limiti dal punto di vista della personalità. Infine, il mister del Diavolo non è ancora riuscito a far rendere Lucas Paquetá che, fino a questo momento, è risultato poco dinamico, poco continuo e poco concreto.

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