Era solo una questione di tempo, prima che il Coronavirus arrivasse anche in Serie A: la notizia, arrivata ieri in tarda sera, della positività dello juventino Rugani renderà ancora più difficile decidere cosa fare dopo il 3 aprile. La Gazzetta dello Sport, in particolare, riferisce che i club di Serie A vogliono portare a termine il campionato, scartando ipotesi di playoff e playout: anche a costo di ripartire il 2 maggio, purchè slittino gli Europei.
Non è dello stesso avviso il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, che stesso alla Gazzetta dello Sport ha dichiarato: “Ora dopo ora, siamo di fronte a un’emergenza straordinaria e lo scenario può cambiare e richiedere nuove decisioni. Proprio per questo sono rimasto perplesso di fronte alle polemiche degli ultimi giorni. Ci siamo assunti le nostre responsabilità. Registrando la grande incapacità del calcio a decidere. E vorrei dire che ora mi è tutto più chiaro. Le norme non c’entrano niente. Il Dpcm serviva per mettere a riparo Lega e Sky dal rischio dei risarcimenti. Una delle due ci avrebbe rimesso. Solo una questione di soldi. E non mi faccia parlare dei messaggi che ho ricevuto, di quei presidenti che prima mi insultavano per far giocare le partite, e poi hanno detto di chiudere tutto. La prima cosa che voglio dire è che ciò che sarà deciso per tutto il Paese avrà ovviamente i suoi risvolti sullo sport e sul calcio. A tutti i livelli”.

