Giù le mani da Leao. Talento indolente, ma da coccolare e proteggere

Giù le mani da Leao. Sembrerebbe una presa di posizione di quelle nette, di quelle assolute che vanno solo verso la difesa a spada tratta del giocatore in questione. Invece, no. Rafael Leao non ha mai del tutto convinto, non è riuscito a trovare una benché minima continuità di prestazioni e di rendimento, nemmeno e soprattutto all’interno dei 90′ stessi. Spesso è indolente, irritante e poco connesso con la squadra, con quel suo correre ciondolante che tanto fa innervosire tifosi, ma anche e soprattutto compagni e Mister. A ormai più di un anno e mezzo dal suo arrivo a Milanello sono state tante le occasioni sprecate e le prestazioni incolore che hanno fatto storcere il naso a molti, tra tifosi e addetti ai lavori. C’è chi lo ha paragonato a Niang, chi lo vorrebbe vedere lontano dal Milan, chi non sopporta più nemmeno di vederlo tra i titolari o semplicemente in campo ed il suo atteggiamento, a volte sembra dar ragione ai suoi detrattori più accaniti. I suoi numeri al Milan sono tutt’altro che eccezionali: gol pochini, assist non un granché, eppure non ho alcun dubbio sullo slogan da me lanciato all’inizio di questo pezzo: “Giù le mani da Leao”.

Giù le mani da Leao. Coccolarlo e aspettarlo è un obbligo

Milan: Stefano Pioli - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Milan: Stefano Pioli – Milanpress, robe dell’altro diavolo

Il Milan dei giovani e che continua a stupire, anche nella sua incostanza, ma soprattutto nel suo entusiasmo, non può prescindere dal crescere insieme ai suoi ragazzi ed insieme quindi ad uno dei suoi talenti più cristallini, e non solo all’interno dello spogliatoio rossonero. Stefano Pioli con Rafael Leao usa bastone e carota, come con tutti gli altri, ma sa che ha tra le mani un futuro prospetto di campioncino che, quando si illumina, diventa a tratti accecante. Giocate da fuoriclasse, gol di rara bellezza, assist da spellarsi le mani dagli applausi, ma anche tutto il resto di cui ho parlato al primo paragrafo. Leao è questo ed è questo quello che ci ha fatto vedere nei suoi primi 19 mesi di Milan. Non è un caso che Zlatan Ibrahimovic per lui ha avuto sempre un occhio di riguardo e lo ha eletto come suo compagno ideale per giocarci affianco, per insegnargli i trucchi del mestiere e per prendersi più di tutti i suoi rimbrotti e le sue lamentele in campo. Ma, proprio per questo, Zlatan sa che Leao parla quasi la sua stessa lingua con i piedi e, se si mette in testa che può farlo, diventerà un giocatore importante. Deve metterselo in testa lui, ma deve metterselo in testa soprattutto il Milan che deve crederci e difenderlo da ogni accusa e critica esagerata che gli è piovuta addosso in questi mesi con un chiaro e tondo: “Giù le mani da Leao”, in tutti i sensi.

Giù le mani da Leao, investimento importante che porterà i suoi frutti

Milan: Paolo Maldini - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Milan: Paolo Maldini – Milanpress, robe dell’altro diavolo

D’altronde “Giù le mani da Leao” non è solo uno slogan facile e banale, ma è anche una difesa dell’investimento più importante fatto dalla società nell’ultimo anno e mezzo, al netto della cifra totale che sarà versata per Sandro Tonali. I 28 milioni, comprensivi del cartellino di Djalo, spesi per assicurarsi il classe ’99 dal Lille, sono una cifra importante che al Milan sono convinti di aver speso bene. Ed è anche per questo motivo che il giovane portoghese deve essere protetto, difeso e gestito al meglio, chiudendo a volte magari un occhio su alcuni atteggiamenti non consoni, ma punzecchiandolo nella maniera giusta. I 5 gol e i 5 assist collezionati nell’attuale Serie A, sono già un bottino migliore rispetto al totale della passata stagione, dove si era visto raramente prima dell’arrivo del Covid ed ha alzato il suo livello nel post lockdown. Una crescita che, purtroppo, è ancora troppo incostante e discontinua, ma che è stata illuminata con alcune giocate decisive e di rara bellezza che hanno portato al Milan vittorie e punti in classifica: Spezia, Inter, Roma, Sassuolo, Benevento e Torino all’andata, solo per citare in ordine le sue prestazioni più entusiasmanti. Poi, il ragazzo si è un po’ fermato e non segna dal 9 gennaio. Qualche segnale di ripresa a Verona, ma non c’è dubbio che ci tutti si aspettino di più da lui.

Lino Dimitri
Lino Dimitri
Giornalista 35enne, Carmelo Dimitri è iscritto all'ordine dei Pubblicisti dal 2012. Dal 2010 collabora, a vario titolo, e scrive per diverse testate online, nazionali e non. Si occupa di Milan dal Settembre del 2011 e segue il calcio da quando era piccolissimo. Le sue più grandi passioni sono il calcio, il Milan e la scrittura. Attualmente è editorialista di punta nella redazione di MilanPress.it.

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