Milan, riecco Maignan: dopo le critiche estive il portiere francese si sta confermando su livelli altissimi

Ci sono partite che si vincono con i gol e altre che si vincono con le parate decisive. Domenica a San Siro, contro l’Atalanta, il Milan ha fatto l’una e l’altra cosa.. Il 3-2 finale, per come si è sviluppato, porta la firma di Mike Maignan.

Sulla carta la serata sembrava in discesa. Il Milan era avanti 3-0 al 57′, dopo aver costruito il vantaggio con ordine e cattiveria. Poi, come spesso accade contro la squadra di Bergamo, la partita ha cambiato volto. L’Atalanta ha accorciato al 66′ e ha trovato il 3-2 all’81’, quando San Siro ha cominciato a trattenere il fiato e la gestione del risultato si è trasformata in resistenza. In quei minuti finali, con la squadra che arretrava e la paura che saliva, serviva qualcuno capace di restare lucido. Il Milan, per fortuna, aveva Maignan.

Non è un dettaglio da poco, perché il portiere francese arrivava da mesi complicati. La scorsa stagione non è stata quella che tutti si aspettavano da uno dei migliori portieri del campionato, tra difficoltà personali e di squadra, e l’estate non ha portato quiete: le critiche sono arrivate puntuali, insistenti, a volte ingenerose, in una situazione rimasta aperta fino a pochi giorni dall’esordio in campionato. Il tipo di rumore che pesa, soprattutto su chi gioca in un ruolo dove un errore si vede e una parata, quando va bene, si dà per scontata.

Per questo la prova di domenica vale più dei numeri. Il Milan ha tirato di più e ha avuto più possesso, ma nel finale l’Atalanta ha continuato a spingere, e un portiere che parava soltanto i tiri di ordinaria amministrazione non sarebbe bastato. Servivano sicurezza nelle uscite, comando sulla linea difensiva e quell’aura che ai grandi portieri permette di far sentire la propria presenza anche quando non toccano il pallone. Maignan ha fatto sentire la sua e i tre punti sono rimasti a Milano.

C’è un’immagine che il calcio italiano conosce bene: il portiere come ultimo baluardo, ma anche come primo leader emotivo. Da Zoff a Buffon, i numeri uno più amati sono stati quelli che hanno trasmesso calma nei momenti di caos. In quel senso, Maignan domenica ha ricordato perché il Milan, due estati fa come oggi, lo considera insostituibile. Gli elogi di una singola serata non cancellano un anno difficile, e sarebbe ingeneroso, oltre che ingenuo, pretendere il contrario. Ma il calcio, a volte, ha bisogno di una partita sola per rimettere le cose al loro posto.

Ora c’è Udine, e poi il derby del 31 ottobre, oltre alle partite di Europa League. Se il Milan vuole restare agganciato alle prime posizioni, avrà bisogno ancora una volta di un Maignan così: non quello dei titoli di giornale, ma quello che, quando tutto sembra sfuggire di mano, mette gli attributi e salva la squadra.

Milan: Mike Maignan con il nuovo primo kit per la stagione 2026-27 (Photo via AC Milan)
Milan: Mike Maignan con il nuovo primo kit per la stagione 2026-27 (Photo via AC Milan)

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