Ci sono giocatori che fanno la differenza con un gol, altri con un assist. E poi ci sono quelli che riescono a incidere praticamente ovunque, per novanta minuti, dando equilibrio, qualità e sostanza alla squadra. Adrien Rabiot sembra appartenere proprio a quest’ultima categoria. Nella vittoria di ieri contro il Salisburgo, nella seconda giornata della League Phase di Europa League, il francese ha offerto un’altra prestazione dominante, impreziosita dall’assist per uno dei tre gol di Cisse e da una presenza costante in ogni zona del campo.
Non è più soltanto una questione di qualità individuali. Rabiot sta entrando sempre di più nei meccanismi di Ruben Amorim, comprendendo quello che il tecnico portoghese gli chiede e riuscendo a tradurlo in campo con una naturalezza crescente.Il Milan sembra aver ritrovato in lui uno dei suoi punti di riferimento più affidabili.
Rabiot, l’uomo che dà equilibrio al Milan di Amorim
La prestazione contro il Salisburgo è stata l’ennesima conferma di quanto il francese possa essere importante per questo Milan. Rabiot non si limita a occupare una posizione in mezzo al campo: accompagna la manovra, recupera palloni, si inserisce, crea superiorità e mette a disposizione della squadra una continuità che pochi altri riescono a garantire.

Anche la sua collocazione tattica ha un peso. Quando può agire da mezzala, partendo qualche metro più indietro e avendo campo da attaccare, riesce a sfruttare al meglio le proprie caratteristiche. Non è soltanto una questione di posizione, ma di come riesce a interpretarla: Rabiot dà sostanza al centrocampo e, allo stesso tempo, permette al Milan di guadagnare metri e di accompagnare con più uomini le azioni offensive. È proprio questa completezza a renderlo così prezioso.
Si può fare a meno di Modric, Ramos e Pulisic?
La domanda è chiaramente provocatoria, ma serve a fotografare il momento del francese. Si può immaginare un Milan senza Luka Modric, Goncalo Ramos o Christian Pulisic? In determinate partite e situazioni, forse… sì. Chiariamoci, sono tutti giocatori importanti, con caratteristiche e responsabilità differenti, ma nessuno sembra essere considerato insostituibile a prescindere dal contesto.
Con Rabiot, invece, il discorso sembra diverso. Rinunciare a lui significa perdere un componente che oggi appare fondamentale per il funzionamento della squadra di Amorim. Non vuol dire che il Milan non possa vincere senza di lui, ma che sostituirne l’impatto complessivo è tutt’altro che semplice.
La stagione è ancora lunga e serviranno conferme, soprattutto quando il calendario si farà più pesante. Ma una cosa, al momento, sembra chiara: Rabiot non è soltanto uno dei migliori giocatori del Milan, è uno di quelli da cui Amorim sembra fare più fatica a prescindere. E se il francese continuerà a crescere con questo ritmo, il suo ruolo nel progetto rossonero sarà sempre più centrale.


