La trasferta di Salisburgo per il Milan, è cominciata molto prima del fischio d’inizio. Già dalle prime ore successive alla sfida con il Sassuolo, l’aria attorno alla squadra — e in particolare attorno a Ruben Amorim — era tutt’altro che leggera.
Il pareggio di Reggio Emilia e una prestazione giudicata non all’altezza, da Gerry Cardinale in primis, hanno alimentato nuovi dubbi sulla solidità di un Milan ancora troppo lontano dall’idea di gioco e di dominio che Amorim e lo stesso Cardinale vogliono portare avanti.
Due, in particolare, i motivi per cui serviva una risposta sul campo della Red Bull Arena: lasciarsi alle spalle la prova contro il Sassuolo e conquistare la prima vittoria in Europa League dopo il KO contro il Benfica.
Ritorno al futuro
Che Amorim cercasse una svolta, anche per scuotere una squadra chiamata a reagire in un momento tutt’altro che semplice, lo si è capito fin dalle scelte iniziali. Ancora una difesa a quattro (almeno sulla carta) e con Tomori titolare per la prima volta in stagione. E poi le novità dalla metà campo in su: Cissé e Hutchinson sulle corsie esterne, Loftus-Cheek alle spalle di Francesco Camarda.
Una formazione giovane e per certi versi inedita, capace di guardare avanti lanciando quei ragazzi che chiedono e meritano spazio.
Alpha docet
Il primo quarto d’ora del Milan ha restituito subito un’immagine precisa, probabilmente quella che Amorim e Cardinale cercavano: una squadra padrona del campo e della partita. Idee chiare, buona gestione del pallone e ripartenze efficaci, al netto di qualche sbavatura in fase di impostazione.
Poi è arrivato il gol di testa di Alpha Cissé. Da quel momento, la partita ha preso una direzione ben precisa: è la notte del numero 70. Alla mezz’ora il raddoppio, a inizio ripresa il tris: Alpha è l’italiano più giovane di sempre a segnare una tripletta in Europa
A completare la festa ci ha pensato Gonçalo Ramos, tornato al gol con il Milan per la prima volta da fine di agosto.

Tomori e Camarda
La prima presenza stagionale di Fikayo Tomori è da incorniciare, per professionalità e lucidità. I suoi 66 minuti in campo, prima della sostituzione resa necessaria dai crampi, rappresentano una nota positiva per Amorim e per un reparto che dovrà fare a meno di Gabbia fino all’inizio del 2027.
La nota forse meno positiva della serata riguarda invece le difficoltà in attacco. Così come Gonçalo Ramos nelle precedenti occasioni, anche Camarda ha interpretato il ruolo mettendosi al servizio della squadra: movimenti incontro, partecipazione alla manovra e tanta corsa.
Davanti alla porta, però, poca incisività. Un aspetto sul quale Amorim dovrà continuare a lavorare, per mettere i propri centravanti nelle condizioni migliori. Il tema è proprio questo: il loro contributo è importante nello sviluppo del gioco, ma altrettanto fondamentale resta la capacità di trovare quei gol di cui il Milan ha bisogno.
Gonçalo, leader oltre il gol
Al fischio finale di Salisburgo-Milan, prima ancora dell’abbraccio ai tifosi, c’è un episodio che cattura la nostra attenzione. Gonçalo Ramos non si unisce subito ai festeggiamenti dei compagni: si avvicina invece, con decisione, al quarto uomo per chiedere spiegazioni sul cartellino rosso mostrato a Filippo Terracciano pochi minuti prima.
Un dettaglio, certo. Ma la forza di un gruppo e il peso dei suoi uomini di riferimento si misurano anche attraverso gesti come questo. Forse non cosi piccole.


