Milan, Cissé incanta contro il Salisburgo: tripletta da centravanti vero e Amorim ritrova fiducia

Il Milan travolge il Salisburgo per 4-0 e si gode l’esplosione di Alphadjo Cissé, protagonista assoluto con una tripletta a soli diciannove anni. Dopo i due gol in campionato, il giovane attaccante si ripete anche in Europa, confermando qualità da centravanti vero e diventando una risorsa sempre più importante per Ruben Amorim. Come evidenzia l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, è stata una vittoria netta, utile per ritrovare fiducia dopo le difficoltà contro il Sassuolo e per rispondere alle perplessità sul gioco offensivo dei rossoneri.

Milan, Cissé è una splendida sorpresa: tre gol da centravanti

Tre reti in Europa dopo le due già realizzate in campionato: Alphadjo Cissé sta trasformando il suo momento positivo in una vera e propria candidatura per ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel Milan. La tripletta contro il Salisburgo racconta un attaccante capace di colpire in modi diversi, anticipando il difensore con un tocco sottoporta oppure facendosi trovare libero in area, con il senso della posizione tipico dei centravanti più classici.

Una prestazione che rappresenta anche una risposta alla tripletta di Tresoldi. Il palcoscenico del Salisburgo può avere un prestigio inferiore rispetto ad altre sfide europee, ma Cissé è italiano e vuole affermarsi in rossonero, mentre il futuro del numero 9 del Bruges resta ancora da definire.

Il risultato va comunque contestualizzato. Il Salisburgo che un tempo rappresentava una delle realtà più brillanti tra le squadre di seconda fascia, capace di raggiungere il Mondiale per Club, non sembra più quello di qualche stagione fa. La pesante sconfitta evidenzia le difficoltà degli austriaci, ma non deve ridimensionare quanto mostrato dal Milan. Al contrario, è proprio contro avversarie sulla carta inferiori che i rossoneri devono dimostrare di saper dominare, come fanno abitualmente le grandi potenze europee.

Amorim risponde alle critiche: il Milan ritrova il gioco offensivo

Il 4-0 rappresenta una boccata d’ossigeno per Ruben Amorim, finito al centro di qualche perplessità dopo le ultime uscite. Il gioco offensivo e aggressivo annunciato dal tecnico portoghese non sempre era emerso con continuità nei primi due mesi della sua esperienza milanista. A Salisburgo, invece, la squadra ha mostrato movimento, intensità e una capacità di cambiare posizione che ha disorientato gli avversari.

Il sistema di gioco rossonero è apparso difficile da decifrare persino dalla tribuna, figurarsi per una squadra che non è mai riuscita a trovare le contromisure. Il Milan ha alternato la difesa a quattro a quella a tre, modificando progressivamente il proprio assetto e creando continui problemi agli austriaci.

Naturalmente, anche il Salisburgo ha contribuito alla serata complicata. La linea difensiva, troppo alta rispetto alle qualità tecniche della squadra, ha lasciato spazi importanti; il centrocampo si è trovato spesso in inferiorità numerica e l’attaccante Tabakovic, reduce dal ruolo da protagonista nello spareggio mondiale della Bosnia, è rimasto isolato, senza rifornimenti e senza riuscire a cercare palloni giocabili. Anche il tecnico Rohl non ha trovato soluzioni efficaci: tra i suoi giocatori, il più convincente è sembrato Diakite, entrato nel finale e almeno capace di concludere verso la porta.

Rabiot protagonista in tutte le azioni di Cissé

La vittoria del Milan porta anche la firma di Adrien Rabiot, coinvolto nelle azioni che hanno prodotto tutti e tre i gol di Cissé. Il francese si è confermato fondamentale per dare ritmo e profondità alla manovra rossonera, trovando gli spazi per colpire la difesa avversaria.

Il primo gol nasce da una sua iniziativa, con il pallone per Hutchinson sulla destra e il successivo cross sul quale Cissé anticipa Morgalla di testa. Il raddoppio arriva invece dalla corsia opposta: ancora un lancio di Rabiot, seguito dall’assist al volo di Bartesaghi per il giovane attaccante italiano.

A inizio ripresa, dopo una lunga verifica al VAR per valutare la posizione di partenza, arriva la terza rete di Cissé, ancora al termine di un’azione costruita con il coinvolgimento di Rabiot e Loftus-Cheek. Il Milan completa poi il poker con Ramos, entrato nella ripresa insieme a Modric e Pulisic: decisiva la progressione di Jashari, che serve l’attaccante portoghese per il definitivo 4-0. Non mancano altre occasioni per rendere il passivo ancora più pesante, tra conclusioni imprecise e interventi del portiere austriaco.

Il successo assume un valore ancora maggiore considerando che il Salisburgo occupa il secondo posto nel proprio campionato e aveva iniziato l’Europa League battendo il Levski per 1-0. Dopo le difficoltà mostrate contro avversarie come Real Madrid, Bruges e Feyenoord, il Milan aveva bisogno di una serata del genere per ritrovare fiducia e certezze.

Un Milan indecifrabile: Bartesaghi e Hutchinson decisivi negli equilibri

Uno degli aspetti più interessanti della prestazione è la capacità del Milan di modificare il proprio assetto senza perdere incisività. Cissé ha realizzato tutti e tre i gol da attaccante vero, pur partendo dalla posizione di esterno sinistro, con Camarda schierato al centro dell’attacco. Il giovane centravanti non è stato protagonista assoluto sul piano individuale, ma i suoi movimenti hanno contribuito ad allontanare i difensori e a liberare gli spazi per gli inserimenti dei compagni.

Bartesaghi ha interpretato il ruolo di terzino con una forte vocazione offensiva, aggiungendosi alla mediana in fase di possesso. Jashari ha agito da vertice basso, mentre Rabiot e Loftus-Cheek hanno attaccato gli spazi con continuità, mettendo in difficoltà il centrocampo del Salisburgo.

Importante anche il contributo di Hutchinson, capace di adattarsi a più compiti: esterno destro nel 4-3-3, centrocampista aggiunto nel 4-4-2 difensivo e, quando necessario, quinto della linea arretrata. Una duttilità che offre ad Amorim diverse soluzioni tattiche, anche se sarà necessario verificare se questi meccanismi potranno funzionare con la stessa efficacia contro avversarie più organizzate.

Dal Salisburgo all’Atalanta: il Milan deve dare continuità

La vittoria europea non cancella tutti i dubbi, né autorizza a considerare risolti i problemi emersi nelle precedenti uscite. Il Salisburgo ha concesso molto e il Milan ha saputo approfittarne, ma la trasferta della terza giornata di Europa League contro il Bournemouth sarà un test più significativo per misurare la reale crescita della squadra.

Prima, però, c’è l’Atalanta, avversaria di domenica in campionato. Una partita importante per capire se la prestazione europea rappresenti un punto di svolta oppure soltanto una parentesi positiva.

Dopo la delusione contro il Sassuolo, l’ambiente rossonero aveva bisogno di una risposta concreta. Il 4-0 restituisce entusiasmo, valorizza il talento di Cissé e offre ad Amorim nuove certezze sul piano tattico. Adesso, però, serve la conferma: il Milan deve ripetere prestazioni di questo livello e dimostrare che la serata di Salisburgo può diventare l’inizio di una crescita reale, non un episodio isolato.

Salisburgo-Milan: Francesco Camarda, Davide Bartesaghi, Alphadjo Cisse, Omari Hutchinson, Strahinja Pavlovic (Photo Credit: Vincenzo Orlando / IPA via IPA Agency)
Salisburgo-Milan: Francesco Camarda, Davide Bartesaghi, Alphadjo Cisse, Omari Hutchinson, Strahinja Pavlovic (Photo Credit: Vincenzo Orlando / IPA via IPA Agency)
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress