MP REVIEW – Bartesaghi, impiego col contagocce ma adesso ci sarà più spazio. Cosa aspettarsi da lui dopo la sosta

La sosta per le Nazionali rappresenta l’occasione giusta per fare un primo bilancio sulle prestazioni della rosa rossonera dopo le prime sei partite ufficiali della stagione, tra campionato ed Europa League. Il focus di oggi è dedicato a Davide Bartesaghi, esterno difensivo cresciuto nel settore giovanile rossonero. Titolare con continuità lo scorso anno sotto la guida di Massimiliano Allegri, il classe 2005 ha trovato meno spazio in questo avvio di stagione con Ruben Amorim.

Bartesaghi, un perfetto equilibrio che racconta poco

L’inizio di stagione di Davide Bartesaghi è stato complicato soprattutto per quanto riguarda l’impiego. Il minutaggio è ancora contenuto e il terzino non ha avuto la continuità necessaria per trovare il ritmo e la fiducia che lo avevano accompagnato nella passata stagione.

Nelle sei partite ufficiali disputate finora dal Milan, il percorso di Bartesaghi è infatti perfettamente in equilibrio: 2-2-2. Due presenze da titolare, due gare iniziate dalla panchina e poi concluse con un ingresso in campo e altre due partite nelle quali l’azzurro è rimasto inutilizzato. Un dato che fotografa bene il suo attuale momento: presente nelle rotazioni, ma ancora lontano dall’avere un ruolo centrale.

Bartesaghi, cosa aspettarsi al rientro di ottobre

Nel duello con Pervis Estupinan, a prevalere fin qui in termini di impiego è stato l’esterno ecuadoriano, pur senza offrire prestazioni particolarmente brillanti. Nelle valutazioni di Amorim, Estupinan ha però garantito maggiormente alcune delle caratteristiche richieste in questo momento al Milan, soprattutto in termini di corsa e affidabilità nella fase difensiva.

Per Bartesaghi, però, all’orizzonte c’è un fattore destinato a giocare un ruolo importante: il calendario. Terminata la lunga sosta per le Nazionali, il Milan sarà chiamato ad affrontare un periodo ricco di impegni tra campionato ed Europa League. Più minuti significheranno maggiore possibilità di ritrovare ritmo e fiducia, ma anche l’opportunità di restituire ad Amorim le giuste risposte sul campo per ottenere sempre più spazio.

Le qualità mostrate nella passata stagione non sono in discussione, per il classe 2005 arriva però adesso il momento di trasformare quanto fatto vedere in precedenza in termini di continuità, personalità e rendimento. È tempo di concludere il periodo di apprendistato e alzare ulteriormente il proprio livello.

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