Amarezza che si somma ad amarezza. Il Milan, dopo aver mancato la qualificazione alla Champions League nella scorsa stagione, si è guadagnato soltanto l’accesso all’Europa League. I tifosi avevano comunque caricato l’attesa per l’esordio europeo, riempiendo San Siro. Sul campo, però, invece dello spettacolo promesso, è arrivata una prestazione decisamente deludente contro il Benfica.
Un risultato che ha lasciato l’amaro in bocca a tutti, compreso Gerry Cardinale, che aveva costruito il nuovo Milan con aspettative molto diverse. Dopo un mercato importante e il sostegno garantito alla squadra, il proprietario rossonero si aspettava una risposta differente.
Cardinale ha scelto Amorim e continua a credere nel progetto
Come evidenzia l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, Cardinale ha seguito la partita da New York, dove si tratterrà ancora qualche ora prima di fare ritorno a Milano. Il proprietario del Milan sarà nuovamente in tribuna domenica, in occasione della sfida di campionato contro il Lecce. In estate è stato proprio Cardinale a puntare su Ruben Amorim, scelto al termine di un casting tra diversi candidati. Il portoghese aveva convinto per la giovane età, ma soprattutto per la spregiudicatezza con cui intendeva costruire la propria idea di Milan.
Un Milan dominante, capace di controllare pallone e partita, orientato alla ricerca del gol più che alla semplice necessità di subirne uno in meno. Aggressività, intensità e divertimento erano i presupposti del nuovo progetto, in netto contrasto con quanto mostrato dal Milan nella stagione 2025-2026, che aveva lasciato Cardinale profondamente deluso e lo aveva spinto verso un cambiamento radicale. Ad Amorim è stato quindi garantito un sostegno tanto personale quanto concreto, con Cardinale presente a quasi tutte le partite e una campagna acquisti caratterizzata da investimenti importanti.
Amorim resta saldo: nessuna intenzione di cambiare dopo cinque partite
Per questo motivo, appare impensabile rinnegare tutto dopo appena cinque partite e una sola sconfitta, per quanto pesante e deludente. La fiducia nei confronti di Amorim non è in discussione e anche i contatti successivi alla partita di mercoledì hanno portato a un’analisi della situazione senza drammatizzare le conseguenze del ko.
Il portoghese resta dunque saldo sulla panchina del Milan e Cardinale continua a essere al suo fianco. Il momento, però, impone una nuova inversione di rotta. La prima occasione arriverà domenica contro il Lecce, prima di un ciclo di partite che metterà alla prova il lavoro dell’allenatore. Tra la sosta di ottobre e quella di novembre, infatti, il Milan sarà chiamato a giocare nove partite tra Serie A ed Europa League, praticamente ogni tre giorni.
Dal Lecce a Udine: un ciclo che può cambiare la stagione
Il calendario prevede la trasferta contro il Sassuolo e quella europea a Salisburgo, poi l’Atalanta a San Siro. A seguire Bournemouth e Udinese, quindi Milan-Bologna, il derby, Milan-Ferencvaros e Genoa-Milan. Un vero e proprio tour de force nel quale il Milan dovrà trovare quella continuità che finora è mancata. Per Amorim sarà soprattutto l’occasione per trasformare il lavoro quotidiano a Milanello in risultati e prestazioni più convincenti.
Lo stesso Amorim, del resto, ha scelto Milano consapevole della difficoltà della sfida. Dopo l’esperienza al Manchester United, il tecnico portoghese ha accettato il progetto rossonero sapendo di dover affrontare una pressione importante. Il “rumore dei nemici”, evocato anche in una delle sue più recenti uscite pubbliche, sembra accompagnarlo. Dopo la notte di Europa League contro il Benfica, Amorim è stato l’ultimo a lasciare lo stadio. Nessun momento per prendere fiato: è tornato da solo a Milanello, dove ha trascorso la notte riflettendo prima di riaccogliere la squadra per l’allenamento.
L’allenatore vuole anche fare da scudo alle critiche esterne e proteggere un gruppo nel quale ci sono giocatori poco più giovani di lui. Luka Modric, ad esempio, ha la sua stessa età: 41 anni. Amorim non si tira indietro, dunque, davanti alla sfida che ha accettato soltanto pochi mesi fa. Da due mesi lavora quotidianamente con la squadra e i risultati degli allenamenti avevano portato alle prime vittorie contro Torino e Venezia. Poi è arrivato il passo indietro, che lo stesso allenatore non ha negato, soprattutto sul piano del gioco e della carica agonistica.
Rabiot e Pulisic tornano titolari: serve ritrovare serenità
È proprio su questi aspetti che Amorim insisterà nei prossimi giorni. La delusione per la prestazione europea è stata rapidamente messa da parte. Il concetto su cui il tecnico continua a insistere è quello della serenità, che può arrivare soprattutto attraverso i risultati.
Per questo motivo, battere il Lecce diventa fondamentale: una vittoria permetterebbe al Milan di affrontare con maggiore leggerezza le tre settimane di pausa dal campionato, allontanando tensione e nervosismo che sono emersi anche durante la partita contro il Benfica. Restano poi diversi aspetti tecnici da sistemare, sui quali lo stesso Amorim ha parlato apertamente. Il tecnico chiede tempo per completare la propria rivoluzione, ma sa anche che il tempo nel calcio deve essere conquistato attraverso i risultati.
Lo aveva detto lo stesso allenatore: «si compra vincendo le partite». Se per vedere il Milan che ha in mente serviranno ancora settimane di lavoro, nel frattempo sarà necessario vincere le singole battaglie. Con la strategia che resta quella cara ad Amorim – squadra alta, palleggio e ricerca del gol – oppure attraverso qualche accorgimento temporaneo.
Un Milan magari meno spregiudicato, ma più stabile e capace di trovare equilibrio senza rinunciare alla propria efficacia. La prima risposta dovrà arrivare contro il Lecce. E, almeno per ora, Cardinale continua a credere che sia Amorim l’uomo giusto per guidare il nuovo corso rossonero.



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