Ramos, il problema non è il gol: è dove gioca

Il gol segnato aveva mostrato esattamente perché il Milan abbia investito su Goncalo Ramos: attacco dell’area, pochi tocchi, porta. Poi sono arrivati Juventus e Lazio, classifica alla mano i primi due veri big match della stagione, e il centravanti portoghese si è progressivamente allontanato proprio dal luogo nel quale può fare la differenza. Il tema, allora, non è ancora chiedersi quanto segni Ramos. È capire quanto il Milan lo stia mettendo nelle condizioni di farlo.

Un nove che vive troppo lontano dalla porta

Contro la Juventus il dato è stato brutale: 90 minuti, nessun tiro, 0,00 xG e appena un pallone toccato nell’area avversaria. Ramos ha corso, combattuto, è venuto incontro, ha provato a legare il gioco. Ma ha fatto quasi tutto tranne il centravanti. All’Olimpico qualcosa è migliorato, ma il problema è rimasto visibile: il Milan ha trovato pericolosità soprattutto con gli uomini arrivati da dietro e dalle fasce, mentre Ramos ha avuto poche possibilità di ricevere dove può diventare letale. Quando finalmente è successo, nel finale, ha costretto Mandas alla parata da distanza ravvicinata. Non è un dettaglio: è quasi la fotografia della questione.

Milan-Venezia: Goncalo Ramos (Photo Credit: Tiziano Ballabio / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan-Venezia: Goncalo Ramos (Photo Credit: Tiziano Ballabio / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

Amorim deve portare il Milan da Ramos, non Ramos al Milan

Bisogna allora capovolgere la prospettiva. Non quanto Ramos debba fare di più per il Milan, ma quanto il Milan debba cambiare per sfruttare Ramos. Il portoghese può abbassarsi, pressare, giocare spalle alla porta e partecipare alla costruzione, ma queste devono essere appendici del suo calcio, non la sua occupazione principale. Se il numero nove è costretto continuamente ad allontanarsi per cucire la manovra, quando la squadra raggiunge gli ultimi venti metri manca esattamente l’uomo che dovrebbe trovarsi lì. Amorim deve trovare altri interpreti per il raccordo e liberare il suo centravanti dall’obbligo di essere ovunque.

Chiedergli meno per ottenere molto di più

Il paradosso è proprio questo: per ritrovare Ramos potrebbe essere necessario chiedere meno a Ramos. Meno metri all’indietro, meno palloni lontano dalla porta, meno necessità di partecipare a ogni sviluppo. E molta più area. Il Milan ha investito su un nove con caratteristiche precise e adesso deve avere il coraggio di costruirgli attorno un calcio che le esalti, invece di pretendere che sia lui ad adattarsi continuamente a ciò che manca. Juventus e Lazio hanno consegnato un primo avvertimento: nei big match Ramos ha inciso troppo poco. Ma prima di chiedersi perché non segni abbastanza, Amorim deve riuscire a metterlo nelle condizioni di sbagliare qualche gol in più. Sarebbe già un enorme passo avanti.

 

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