L’edizione odierna di Tuttosport ha realizzato una lunga intervista ad Antonio Matarrese, presidente della Figc in carica dal 1987 al 1996, che ha conosciuto da vicino Franco Baresi. Di seguito le sue dichiarazioni.
Le parole di Matarrese su Baresi
«Era un leader che parlava con i fatti, con il comportamento, con l’esempio. Un uomo riflessivo, rigoroso, mai sopra le righe, qualcosa di unico. Il primo pensiero è stato per l’uomo, prima ancora che per il calciatore. Ho conosciuto Franco da vicino e posso dire che non era il classico campione: era una persona di grande riflessione, molto consapevole delle proprie qualità e dell’importanza del ruolo che ricopriva nella squadra. Non l’ho mai visto sopra le righe o incline agli scherzi: era serio, misurato, diverso dagli altri. Proprio per questo lasciava il segno. Era un leader che parlava con i fatti, con il comportamento, con l’esempio. Non era rispettato soltanto perché giocava bene, ma perché aveva una statura umana e morale fuori dal comune. Era un punto di riferimento per tutti.
Nel 1992 Baresi aveva annunciato l’addio alla Nazionale, come riuscii a fargli cambiare idea? Fu una situazione particolare. Io conoscevo bene Franco e sapevo quanto fosse importante per il gruppo e per la Nazionale. Non servirono grandi mediazioni: c’era la consapevolezza del suo valore e del contributo che poteva ancora dare all’Italia. Il Mondiale del 1994 fu la dimostrazione della sua forza e della sua professionalità. Franco riuscì a tornare in campo in tempi incredibili, mettendosi a disposizione della squadra in un momento decisivo. Era l’espressione di una mentalità che avevamo costruito nel tempo: senso del dovere, spirito di sacrificio e grande attaccamento alla maglia.
Ogni epoca ha le proprie caratteristiche e la storia di oggi è ancora tutta da scrivere. I paragoni sono sempre difficili. Quello che sappiamo è che uomini e calciatori come Baresi hanno lasciato un’eredità importante e rappresentano un modello che resta valido in ogni tempo. Baresi non è stato soltanto un grande calciatore, ma un uomo che avrebbe potuto ricoprire qualsiasi ruolo di vertice grazie alle sue qualità morali e professionali. A Baresi direi semplicemente grazie. Grazie all’uomo e al campione. Franco è stato una bandiera vera, non soltanto per il Milan ma per tutto il calcio italiano. Un esempio di correttezza, serietà e attaccamento ai propri valori. Con altri si scherzava, con lui c’era sempre un grande rispetto, perché rappresentava qualcosa di unico».


