Il dato comincia a pesare, e non poco. Il 2026 di Christian Pulisic, almeno sotto il profilo realizzativo, è ancora fermo a zero. Nessun gol con il Milan, nessuna rete nemmeno con la nazionale degli Stati Uniti. Un’anomalia per uno come lui, abituato fin dal suo arrivo in rossonero a lasciare spesso il segno.
Pulisic da protagonista a spettatore
Come evidenzia l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, fa ancora più rumore il confronto con l’andata contro il Napoli, quando Pulisic era stato decisivo con un gol e un assist, vestendo davvero i panni di “Capitan America”. Al Maradona, invece, lo scenario è stato opposto: 74 minuti in panchina, poi un ingresso senza impatto.
Anzi, il momento chiave della partita è arrivato poco dopo il suo ingresso, con il gol di Matteo Politano che ha deciso la sfida. Un dettaglio che racconta bene il momento complicato dell’americano, oggi lontano dalla brillantezza di inizio stagione.
Rinnovo in stand-by
La situazione contrattuale aggiunge un ulteriore elemento di riflessione. Pulisic è legato al Milan fino al 2027, con un’opzione a favore del club per prolungare di un altro anno. I dialoghi per il rinnovo sono iniziati da tempo, ma si sono progressivamente raffreddati negli ultimi mesi.
Il club mantiene una posizione tranquilla, forte della clausola, ma resta da capire quali siano le sensazioni del giocatore, anche alla luce di un ingaggio inferiore rispetto a compagni di reparto come Rafael Leao e Christopher Nkunku.
Un rendimento che non si discute
Al di là del momento attuale, il contributo di Pulisic resta comunque solido. Dal suo arrivo nel 2023 ha collezionato 42 gol in 128 presenze, accompagnati da oltre venti assist. Numeri che lo confermano come uno dei punti di riferimento offensivi del Milan.
Anche dal punto di vista tattico, si era adattato bene al cambio di sistema voluto da Massimiliano Allegri. Paradossalmente, le difficoltà sono aumentate proprio quando si è ricomposta la coppia con Leao, anche a causa dei problemi fisici che hanno limitato entrambi.
Fiducia e obiettivi
Lo stesso Pulisic, però, non sembra preoccupato. Le sue parole raccontano fiducia: le occasioni continuano ad arrivare e la sensazione è che basti un episodio per sbloccarsi. Una scintilla, insomma, per riaccendere un giocatore che resta nel pieno della carriera.
E il momento giusto potrebbe essere vicino. Il Milan ha bisogno dei suoi gol per blindare l’accesso alla Champions League, mentre all’orizzonte c’è anche il Mondiale, una vetrina fondamentale per il numero 11 rossonero.
Perché se è vero che oggi i numeri raccontano una fase di difficoltà, è altrettanto vero che uno come Pulisic difficilmente resta a lungo senza lasciare il segno. I “superpoteri” non spariscono così, all’improvviso.



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