Da coppia dei sogni a simbolo dei rimpianti: esordisce così l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport parlando della stagione di Rafael Leão e Christian Pulisic, che racconta meglio di qualsiasi classifica le difficoltà offensive del Milan.
Da illusioni estive a realtà complicata
In estate, l’idea era chiara: velocità, imprevedibilità e gol. Leão e Pulisic dovevano essere le armi principali per colpire in campo aperto, una coppia capace di accendere l’entusiasmo dei tifosi e trascinare l’attacco rossonero.
La realtà, però, ha preso un’altra direzione. Tra infortuni e prestazioni altalenanti, i due si sono spesso alternati più in infermeria che in campo, lasciando solo sporadiche tracce di quel potenziale intravisto.
Milan, il problema gol
Il dato più evidente è quello realizzativo. Leão è fermo da oltre un mese, mentre Pulisic non segna addirittura dalla fine del 2025. Un digiuno che ha superato i cento giorni e che pesa enormemente sull’economia offensiva della squadra.
Se nella prima parte di stagione l’americano aveva comunque garantito un buon contributo — otto gol tra agosto e dicembre — il suo rendimento si è poi completamente fermato, trasformandolo da finalizzatore a giocatore in cerca di una nuova identità.
Un valore da ridiscutere
Anche sul piano del mercato, le riflessioni sono inevitabili. La clausola da 170 milioni di Leão oggi appare lontana dal suo valore reale, e non è escluso che possa diventare oggetto di trattativa a cifre decisamente inferiori.
Per Pulisic, invece, il discorso si intreccia con il contratto: legato al Milan fino al 2027, con opzione di rinnovo, sembrava vicino alla firma su un nuovo accordo. Un percorso che però si è progressivamente arenato, fino a scomparire dai radar.
Un possibile nuovo ruolo
In questo contesto, lo staff tecnico sta valutando anche soluzioni alternative. Una delle ipotesi è quella di arretrare Pulisic nel ruolo di uomo assist, sfruttandolo da esterno in un attacco a tre, meno focalizzato sulla finalizzazione e più sulla creazione di gioco.
Resta però una certezza: senza il ritorno al gol dei suoi uomini chiave, il Milan difficilmente potrà alzare il livello delle proprie ambizioni. E quella che doveva essere la coppia simbolo della rinascita rischia di diventare il ritratto più evidente di una stagione incompiuta.



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