All’indomani delle dimissioni di Gabriele Gravina da presidente della FIGC, si sblocca una partita decisiva per il futuro del calcio italiano. Il ministro Andrea Abodi, infatti, ha annunciato che è diventata effettiva la nomina del commissario straordinario “per la realizzazione delle opere necessarie e strettamente funzionali allo svolgimento della fase finale del campionato europeo di calcio Uefa Euro 2032”. Entra così a regime l’incarico dell’ingegnere Massimo Sessa, formalmente proposto dal ministro per lo Sport e per i Giovani lo scorso settembre, dopo una lunga attesa.
Sessa, originario di Salerno ma residente a Roma, vanta un curriculum d’eccellenza: dirigente apicale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a gennaio 2024 gli è stato conferito l’incarico di Presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici. Contestualmente alla registrazione, da parte della Corte dei Conti, del decreto di nomina, è stato firmato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano, anche il decreto con il quale si definisce l’organizzazione della struttura tecnica commissariale che farà riferimento a Sessa.
Le parole di Abodi e il futuro di San Siro
Così Abodi: «Il commissario è già operativo, in relazione ai piani di intervento per l’esecuzione delle opere che consentiranno di mettere a disposizione, nei tempi previsti dalla Uefa e su proposta della Figc, i cinque stadi rispondenti ai requisiti previsti in fase di candidatura per la competizione continentale. Sessa ha comunque operato su tutti i dossier e ha già avviato approfondite interlocuzioni tecniche con i soggetti interessati». Il nuovo commissario, che dovrebbe sbloccare fondi attorno ai 5 miliardi di euro, accelererà e semplificherà le procedure amministrative per gli stadi destinati a ospitare gli Europei, ma dovrebbe favorire anche tutti i progetti già in essere o che aspettavano solo questa nomina.
La nomina di Sessa è, potenzialmente, manna dal cielo per un Paese in tremendo ritardo sugli impianti, ovviamente vista con grande favore dai club di Serie A costretti a sfidare la burocrazia. A sei mesi da ottobre 2026, quando il Comitato Esecutivo Uefa deciderà le dieci sedi degli Europei, l’Italia, a differenza della Turchia, non ha ancora le idee chiare: resta il rebus sullo stadio San Siro, nel mirino della Procura milanese.



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