Allegri in conferenza: «Oggi giornata bella coi tifosi, speriamo lo sia anche lunedì. Scudetto? Dipende dall’Inter. Il modulo…»

Dopo l’allenamento aperto a stampa e tifosi (qui le immagini), Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa a due giorni da Napoli-Milan, partita in programma lunedì alle 20.45 al Maradona. Queste le parole dell’allenatore rossonero:

Verso Napoli-Milan, la conferenza stampa di Allegri

Sui tifosi: «Oggi è stata una bella giornata e l’importante è che lunedì sia una bella serata. Co ha fatto molto piacere, è una bella iniezione di fiducia. Ci prepariamo bene per questa partita».

Sull’Italia: «Sono molto dispiaciuto per la mancata qualificazione. Bisogna vedere questo come opportunità di crescita e una strategia da qui a dieci anni. Dare dei giudizi e dire cosa bisogna fare, credo ci siano organi di competenza che credo si dovrebbero riunire per un’analisi approfondita e lavorare ad un unico obiettivo: partecipare al prossimo Mondiale. Serve rivedere le regola dall’attività di base alla prima squadra, bisogna prendersi il tempo necessario per fare un programma e cercare l’unità di intenti. Io credo che il futuro della Nazionale Italiana sia un buon futuro».

In attacco tutti disponibili: «Domani pomeriggio facciamo l’ultimo allenamento e poi deciderò. Leao sta molto meglio, anche Pulisic e Loftus-Cheek. Gimenez ha entusiasmo. Martedì dovrebbe rientrare anche Gabbia cosi alla fine saremo tutti insieme. Leao dall’inizio? Ha fatto un allenamento e mezzo. Vedremo domani come stiamo, ma da qui a fine stagione servirà gente ludica anche tecnicamente. Gimenez ha recuperato e sono contento, ora lì abbiamo lui e Fullkrug nello stesso ruolo».

Un futuro da CT: «In questo momento non c’ho ancora pensato, perché sono al Milan e spero di rimanere a lungo al Milan. Siamo partita con l’obiettivo di tornare in Champions. Se dovessimo tornare in Champions, dovrei riabituarmi anche io perché è qualche anno che non partecipo. La Nazionale non dipende da Allegri o da un altro: il sistema calcio deve trovare soluzioni. E ripeto: non è tutto da buttare. C’è questa moda di dirlo, ma c’è sempre qualcosa da cui ripartire».

Le incognite: «Il calcio è bellissimo, meraviglioso, ma in 15-20 giorni si può rovesciare tutto quanto fatto in 6 mesi. Non bisogna esternare il fatto di voler vincere e guardare sopra, non serve a niente. Quando si lavora al Milan, bisogna avere l’ambizione, ma tra quello e vincere ne passa. In questo momento guardiamo quelle dietro. Il destino nostro è nelle nostre mani, come per l’Inter con lo scudetto».

Lo scudetto: «Chi vince tra Milan e Napoli può sperare nello scudetto? Dipende dall’Inter».

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