Certi amori non si incontrano: Tonali e Gattuso, la stessa anima azzurra

Tutta Italia ieri ha tirato il primo dei due sospiri di sollievo che da qui a 5 giorni ci si augura di tirare. Gli Azzurri non si qualificano per un Mondiale di calcio da quello brasiliano del 2014 e questa volta è davvero ad un passo. La gara di ieri, contro l’Irlanda del Nord, poteva nascondere tante insidie, soprattutto psicologiche, ma nonostante una brutta partita, gli uomini di Gattuso hanno saputo trovare il bandolo della matassa, almeno di questo primo spareggio.

A sbloccare la tesissima gara di ieri ci ha pensato Sandro Tonali, ancora una ferita profonda nel cuori dei milanisti, che con un gran destro da fuori area ha bucato il fino a quel momento attentissimo Charles, portiere irlandese. L’esplosione di gioia è tutto un programma per il centrocampista azzurro e per tutta la panchina, che spezza la tensione che fino a quel momento stava schiacciando tutti. «Il più importante della mia carriera finora, – lo ha definito l’ex rossonero nel post partita – insieme a quello che ho realizzato contro la Lazio con la maglia del Milan».

Una dichiarazione che, certamente, è stata accettata con tanta nostalgia dai cuori rossoneri. D’altronde con Gattuso C.T. e Tonali uomo partita, come si può non commuoversi? Non è certamente facile, ma vederli felici assieme a lottare per la stessa causa non può che aggiustare le cose, quantomeno da un lato.

Lazio-Milan: Sandro Tonali (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Lazio-Milan: Sandro Tonali (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Certi amori…

Perché sarà anche una frase fatta, ma è vero: certi amori fanno sempre dei giri immensi e poi ritornano. A volte, invece, non hanno neanche bisogno di sfiorarsi per esistere. Si riconoscono a distanza, si tramandano, resistono al tempo e alle maglie diverse.
Così Sandro Tonali e Gennaro Gattuso si sono ritrovati dalla stessa parte, con l’azzurro addosso e un obiettivo comune: riportare l’Italia dove manca da troppo tempo.

Non è una storia di incroci diretti, e forse è proprio questo il punto. Perché Tonali e Gattuso non hanno davvero condiviso il Milan nello stesso momento, non si sono passati il testimone in campo. Eppure quel filo esiste, ed è più forte di qualsiasi coincidenza temporale. È un filo fatto di identità. Di modo di stare in campo. Di quella fame che non si insegna ma si riconosce subito.

Gattuso, oggi commissario tecnico, è stato per anni il simbolo di un Milan che viveva di intensità e sacrificio. Tonali, cresciuto con quell’immagine negli occhi, ne è diventato in qualche modo l’erede naturale: stesso ruolo, stessa interpretazione viscerale del calcio, stessa capacità di trascinare senza bisogno di troppe parole.

Con il suo passaggio al Newcastle, nel 2023, si pensava che Tonali in qualche modo avesse tagliato quel filo, che invece è rimasto ancora bello teso. E così, in una notte che può segnare un pezzo del destino imminente di questa Italia, l’eredità rossonera è riemersa sotto un’altra forma. Non a San Siro, no, quello sarebbe stato davvero troppo, ma nemmeno così lontano: a Bergamo.

Così ora si volerà in Bosnia, martedì 31 marzo, allo Stadion Bilino Polje di Zenica, a provare a riportare questa Italia dove merita di stare ma che per troppo tempo ne è stata alla larga. Insieme, senza essersi mai davvero incontrati. Ma riconoscendosi, ancora una volta, nel momento che conta.

Italia: Sandro Tonali (Photo Credit: Emanuele Pennacchio / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Italia: Sandro Tonali (Photo Credit: Emanuele Pennacchio / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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