La situazione che riguarda la proprietà del club è in costante evoluzione. Le dinamiche sono fluide come fluida è la finanza, ma quel che ormai è chiaro è che l’azionista di maggioranza sia Gerry Cardinale.
Con oggi tra l’altro si chiude anche l’inchiesta che due anni fa era stata aperta dalla Procura di Milano, la quale voleva vederci chiaro nella vendita da Elliott a RedBird. Un nulla di fatto prevedibile ma che a suo tempo aveva creato una certa agitazione mediatica.
Cardinale e un 2026… milanese
Forse anche per queste ragioni, oltre a quelle più prettamente di campo, Cardinale ha girato al largo di Milano negli ultimi 24 mesi, mentre in questo 2026 con la visita di domani a Milanello sarà alla terza presenza nei primi 67 giorni dell’anno.
Il vento è parzialmente cambiato in città. La contestazione cresciuta sempre più la scorsa annata e culminata con le proteste di maggio 2025, sembra più lontana di quanto temporalmente in realtà sia.
I risultati ancorché parziali, stanno mitigando le tensioni tra tifosi e proprietà, e questo lo si deve ad una buona classifica ma soprattutto alla leadership di Massimiliano Allegri e marginalmente anche alla presenza di Igli Tare.
Qualcosa è cambiato
La sostanza è che Cardinale pare aver più piacere a star vicino al Milan. Dovrebbe tornare a San Siro dopo un anno e mezzo (Milan Venezia 4-0, 24 settembre 2024), e torna a vedere il Diavolo live dopo 16 mesi (Real Madrid Milan 1-3, 5 novembre 2024).
Qualcosa è cambiato dunque, qualcosa sta tutt’ora cambiando. La speranza è che presenza faccia rima con continuità, perché quel che manca maggiormente a questa società è poter lavorare senza stravolgimenti costanti.


