Galliani: «Berlusconi acquistò il Milan come atto d’amore. Tifo Allegri? Di più»

Adriano Galliani ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera per ricordare l’acquisto del Milan da parte di Silvio Berlusconi, avvenuto esattamente 40 anni fa. Di seguito le parole di Galliani.

Su quando ha parlato per la prima volta di calcio con Berlusconi

«Dal primo incontro del 1° novembre 1979 quando con una stretta di mano gli ho venduto il 50% della mia azienda, l’elettronica Industriale: in quell’occasione gli avevo spiegato di essere uno dei proprietari del Monza e lui mi aveva raccontato di essere tifoso del Milan già da bambino. Incontro a due? Eravamo in quattro: oltre a noi, erano seduti a tavola Fedele Confalonieri e Aurelio Cazzaniga. Abbiamo parlato di reti televisive ma anche dei pomeriggi trascorsi dal presidente con Fedele a vedere all’arena gli allenamenti del Milan di Nordahl e Liedholm».

Su come si è arrivati all’acquisto del Diavolo

«Proseguo la mia vita fra il Monza e la creazione delle reti di trasmissione di Canale 5, Italia 1 e Rete 4 fino alla fine dell’85. Dal momento che il Milan era retrocesso in B, avevo nel frattempo invitato a Monza tutto il gruppo Fininvest, compreso Paolo Berlusconi, Giancarlo Foscale e Fedele, ad assistere alle sfide con i rossoneri. Poi arriva Natale».

Su cosa ricorda di quel 20 febbraio 

«Tutto: nello stesso giorno ci fu anche la prima trasmissione di La Cinq e io con il presidente ero a Parigi. Brindammo a quelle due avventure al ristorante sulla Tour Eiffel. Milan come trampolino di lancio? No, fu un atto d’amore. Lo ha comprato senza sapere quanti debiti la società avesse. D’altra parte, se il Milan fosse fallito, avrebbe perso il titolo sportivo».

Se anche la sua vita sarebbe stata diversa

«Assolutamente sì. Io penso a Silvio Berlusconi ogni mattina al risveglio. Senza di lui, pur con gli stessi dirigenti, allenatori e campionissimi il Milan non avrebbe mai vinto 29 trofei in 31 anni. Sono stato fortunato a essere al suo fianco: era uno straordinario motivatore. Entravo ad Arcore camminando, uscivo volando pronto a piantare antenne sull’everest, non a Montevecchia. Se lo dovessi paragonare a un calciatore sarebbe Pelè».

Su quando nasce il loro Milan

«Il 1° luglio del 1987 perché nella stagione precedente c’era un tecnico, Liedholm, e due stranieri, Hateley e Wilkins, che non avevamo scelto noi. Berlusconi puntando su Sacchi che non aveva mai allenato in A dimostrò di essere, come sempre, un visionario. La nostra avventura cominciò quando radunò al castello di Pomerio i dipendenti e affidò la mission di far diventare il Milan la prima squadra al mondo».

Sulla prima prima mossa del Milan berlusconiano

«All’epoca il campionato era dominato da due squadre, la Juve di Platini e il Napoli di Maradona. Berlusconi voleva dare un segnale forte al suo ingresso nel mondo del calcio e quando mi ha chiesto un consiglio ho risposto “dobbiamo comprare il miglior giovane dell’Atalanta, Roberto Donadoni, soffiandolo alla Juve”. La vigilia di Pasqua del 1986 io e il presidente andiamo a Bergamo a vedere una gara dell’under 21 e incontriamo il presidente Bortolotti. A Pasquetta viene ospitato a cena ad Arcore e viene convinto per la prima volta in assoluto a spezzare l’asse di ferro che l’Atalanta aveva con la Juve. Con quel colpo dimostriamo che al tavolo ci siamo anche noi».

Sulla vittoria che l’ha reso più euforico

«La notte della finale di Coppa dei Campioni con la Steaua. Aveva le stelline che uscivano dagli occhi. Mai più visto così felice per nessuna altra impresa. Il presidente è stato grande nelle sue quattro vite, l’edilizia, la tv, lo sport e la politica».

Se ha seguito il Milan anche dopo la vendita

«Quando c’era Pioli, mi chiedeva di chiamarlo. Poi glielo passavo e lui gli contestava la costruzione dal basso e gli dava suggerimenti tecnici».

Se Allegri piaceva a Berlusconi

«L’ho portato ad Arcore nel 2010 il giorno della finale di Champions dell’inter. Dopo 5’ era l’allenatore del Milan. Tifo per Max? Di più, abbiamo passato insieme la sera di San Valentino. Le basta?».

Berlusconi e Galliani ai tempi del Milan - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Berlusconi e Galliani ai tempi del Milan – MilanPress, robe dell’altro diavolo

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress

Darmian: «Devo tantissimo al settore giovanile del Milan, è stata una scuola di vita. Evani mi diceva sempre…»

L'ex terzino dell'Inter, attualmente svincolato, Matteo Darmian, è stato...

Milan, domani la prima amichevole col Celtic: Andrej Kostic può giocare dall’inizio

Il Milan è oggi partito in direzione Scozia dall'aeroporto...

Italia, Andrea Pirlo è ora ad un passo dal ruolo di CT. La situazione

Guardiola ha ringraziato ma declinato l'offerta, Pirlo attende e...