La storia di Milan-Como è sembrata quasi la trama di un film in cui sembra poter succedere di tutto, ma alla fine la conclusione è quella più scontata, per cui viene da chiedersi se tutte le vicende viste sono state necessarie.
La storia travagliata di Milan-Como
Quella che doveva essere una semplice partita di Serie A si è trasformata con l’impossibilità di giocare a San Siro nel weekend del 7-8 per l’inaugurazione delle Olimpiadi di Milano Cortina in un doppio simbolo.
Da un lato c’è stato chi ha voleva prendere la palla al balzo per provare ad ampliare gli orizzonti di un campionato che all’estero ha sempre troppo poco appeal per competere economicamente con la Premier League e non solo, dall’altro chi vedeva nella mossa della Lega calcio un errato tentativo di farsi pubblicità all’estero.
Il match comunque è stato prima vicinissimo, poi lontanissimo, poi di nuovo ad un passo dal giocarsi a Perth, in Australia: una trasferta dall’altro lato del mondo che ha fatto storcere il naso a praticamente tutto il mondo del calcio, giocatori ed allenatori delle due squadre compresi, tranne che ai vertici dei Club e della Lega, disposti ad accettare il boccone amaro per i tanti soldi in palio.
Finalmente Milan-Como… a San Siro
Alla fine come detto la questione si è risolta con la decisione che sembrava più logica e probabile fin dal principio: la partita si giocherà finalmente a San Siro in un turno infrasettimanale.
La speranza è che la sfida sia abbastanza interessante da far scordare la debacle che è stata la sua organizzazione, ma anche da questa vicenda si tratta qualcosa di utile.



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