In pieno clima natalizio torna la Serie A e il Milan si prepara ad accogliere l’Hellas Verona di Zanetti a San Siro, nel più classico dei match domenicali delle 12.30. Inevitabile che il pensiero torni all’ultima gara casalinga contro il Sassuolo, un pareggio che ha messo in luce limiti strutturali e difficoltà tutt’altro che risolte in una squadra ancora alla ricerca di solidità e continuità.
Il Verona, reduce da due vittorie pesanti contro Atalanta e Fiorentina, arriva a Milano con grande entusiasmo per una sfida che pesa per entrambe le formazioni. Proprio come il Sassuolo, anche la squadra veneta sta attraversando una fase di crescita evidente rispetto all’avvio di stagione e, storicamente, non ha mai rappresentato un avversario semplice per i rossoneri. Troppo facile rimandare alla mente gli spiacevoli ricordi della “fatal Verona”, che per ben due anni, rispettivamente nel 1973 e nel 1990, costarono due Scudetti ai rossoneri diventando un vero e proprio tormentone giornalistico.
Negli ultimi anni i precedenti a San Siro sono favorevoli al Milan: l’ultimo risultato negativo risale al 2020, partita terminata 2-2. Tuttavia, il “tabù” delle squadre di medio-bassa classifica rimane uno dei segnali d’allarme di questa stagione, un problema ricorrente per gli uomini di Max Allegri. Troppi i punti persi lungo il cammino, spesso contro avversarie come Sassuolo e Verona, capaci — per caratteristiche e intensità — di creare molte occasioni e mettere in difficoltà la retroguardia rossonera.
Domani Massimiliano Allegri interverrà nella consueta conferenza stampa della vigilia, in attesa delle ultime da Milanello e dei dettagli sulle scelte tattiche in vista del match. Le numerose defezioni limitano inevitabilmente le rotazioni, e la possibilità di cambiare la partita in corsa sarà un tema centrale, soprattutto dopo la sfida col Sassuolo, dove le poche alternative offensive hanno complicato ogni tentativo di reazione senza dare particolari sussulti.
Proprio come i neroverdi, anche il Verona cercherà di sfruttare le transizioni offensive e gli errori durante la gestione del pallone che il Milan commetterà, ma a differenza degli emiliani gli uomini di Zanetti tendono meno a dominare il gioco e ad essere più compatti in fase difensiva. Gli scaligeri, rispetto agli uomini allenati da Grosso, segnano molto meno in trasferta e questo potrebbe indirizzare la partita verso un match molto più orizzontale che verticale alla ricerca del giusto spazio per stanare l’avversario.
In questo quadro tattico, il recupero di Rafael Leao rappresenta una risorsa fondamentale per aumentare l’ imprevedibilità e la qualità nell’ultimo terzo di campo sopperendo, almeno in parte, alla mancanza di idee vista con il Sassuolo. E’ ben noto come il portoghese fatichi quando si riducono gli spazi, ma ad oggi, nonostante le tante assenze dall’inizio della stagione, rimane comunque dopo Pulisic l’uomo più pericoloso del Milan in avanti.
Per il Milan sarà un banco di prova tanto insidioso quanto decisivo, per cercare di rimanere agganciato alle prime posizioni della classifica e chiudere al meglio l’anno in vista di un gennaio impegnativo che racconterà molto del proseguo della stagione rossonera.



[…] poco meno di quarantotto ore dal match tra Milan ed Hellas Verona in programma domenica 28 dicembre alle 12.30 a San Siro, arrivano novità sulle […]