La stagione di Strahinja Pavlovic fino ad ora è stata sicuramente meglio di quella scorsa: con Massimiliano Allegri in panchina è diventato un titolare fisso come terzo di sinistra nella difesa a 3 e le sue prestazioni sono notevolmente migliorate.
Pavlovic: crescita difensiva, ma soprattutto importanza davanti
Il centrale serbo del Milan col passare delle settimane è migliorato nella fase difensiva, ma il nuovo ruolo e il nuovo modulo hanno in particolar modo fatto notare a tutti le sue qualità in fase offensiva.
Oltre all’importante stazza che gli permette di essere un pericolo sui calci piazzati l’ex Salisburgo ha dimostrato di avere un gran passo in progressione, cosa che gli ha permesso molto spesso di far ripartire e, in alcune occasioni come contro la Roma, concludere l’azione.
Nonostante tecnicamente non sia eccezionale poi il classe 2001 sa trovare i compagni in verticale: deve migliorare nella precisione, ma la visione c’è.
L’altra faccia della medaglia: disattenzioni e troppa irruenza
Alcune belle prestazioni hanno forse un po’ nascosto però alcuni problemi che il numero 31 ha ancora. Il primo è la scarsa attenzione in alcuni momenti di partita, soprattutto quando si tratta di marcare.
E’ capitato più di una volta, anche lo scorso weekend contro il Sassuolo, che Pavlovic si sia perso la marcatura in area, errori che a volte sono stati protetti dai compagni di squadra, ma altre hanno portato a prendere dei gol.
Un altro è la troppa irruenza: la sua ricerca dell’anticipo e della fisicità in alcune zone di campo e in alcuni momenti è sicuramente molto utile, ma dentro l’area ha troppo spesso rischiato di essere un fattore determinante in negativo. Questo secondo punto può essere un pericolo per il futuro: l’etichetta di difensore irruente in caso gli venga data sarebbe difficile da togliere.
Il prossimo passo di Pavlovic deve essere quindi di lavorare su queste problematiche perché con qualche passo in avanti diventerebbe veramente un elemento di valore assoluto.



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