Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Demetrio Albertini dà delle previsioni in vista del derby che si terrà tra una settimana esatta.
Che derby si aspetta: “Impegnativo per entrambe e, guardando la classifica, un po’ sorprendente. Per me non era scontato vedere Inter e Milan così in alto dopo undici giornate. Entrambe sulla carta hanno rose forti, ma il calcio si gioca sul campo e bisogna fare i conti con molti aspetti. L’Inter per esempio ha giocato il Mondiale per club fino a luglio e la stanchezza psicologica poteva pesare. In più c’è un nuovo allenatore che doveva entrare in sintonia con il gruppo. Chivu è stato bravo a riuscirci in tempi brevi. Il Milan invece era reduce dall’ottavo posto dello scorso anno e Allegri ha sistemato parecchie cose lavorando nel precampionato“.
La coppia offensiva rossonera: “Nessuno dei due come caratteristiche è un nove, ma conta l’interpretazione che si dà al ruolo. Leao può partire al centro, a patto di non ricevere troppi palloni spalle alla porta, e poi spostarsi sulla sinistra dove contro la Roma ha fatto la differenza. Pulisic è intelligente e andrà negli spazi“.
Duello principale: “Quello a centrocampo perché lì in mezzo le due formazioni si equivalgono e hanno giocatori straordinari. Modric è un fuoriclasse, Rabiot il rinforzo perfetto perché conosceva la Serie A e Allegri; l’Inter ha lo stesso reparto che da qualche anno è una garanzia e ha aggiunto Sucic“.
Chi è favorito: “Nel derby non esiste una favorita: è una partita che sfugge a ogni pronostico e ha un fascino unico. Lo dice uno che il derby lo ha giocato a Barcellona, Madrid e Roma. Quello di Milano è speciale“.
Inter e Milan per lo scudetto fino alla fine: “Sì. Indipendentemente da come finirà domenica, si giocheranno il titolo con il Napoli. Juve e Roma sono un passo indietro“.


