Una delle immagini del turno infrasettimanale di Serie A è quella di Francesco Camarda in lacrime in panchina dopo l’errore dal dischetto in Lecce-Napoli, match poi terminato 0-1. Tutta la delusione del classe 2008 è racchiusa in quegli occhi increduli per quanto era appena accaduto.
Tutti insieme a lui
Il primo segnale di vicinanza lo hanno dato i tifosi giallorossi che lo hanno applaudito al momento della sua uscita dal terreno di gioco per fare spazio a Stulic. I compagni, così come Eusebio Di Francesco, lo hanno consolato in ogni modo e si sono stretti attorno a lui. Del resto, sono stati gli stessi compagni a fidarsi di lui e consegnargli il pallone sul dischetto. Era uno dei due rigoristi designati dal tecnico (l’altro è Tete Morente) e quando ha chiesto di battere il penalty, ha avuto il via libera.
La crescita di Camarda passa anche dagli errori
Come sottolinea la Gazzetta dello Sport, i rigori danno e tolgono. Poche settimane fa, infatti, ha realizzato il suo primo gol con la maglia dell’Italia U21 proprio dagli 11 metri. Di Francesco sta cercando di togliergli più pressione possibile anche a parole, è consapevole dell’attenzione mediatica attorno a Camarda. Ciò che è certo, scrive la Rosea, è che quando tornerà al Milan, sarà un giocatore migliore.


