Arrigo Sacchi ha commentato sulle pagine della Gazzetta dello Sport quanto accaduto nel corso di Lecce-Napoli a Francesco Camarda, che ha sbagliato un calcio di rigore ed è poi uscito deluso dal campo, non dandosi pace nemmeno in panchina.
“Sbagliare un calcio di rigore non potrà mai essere una colpa. Dal dischetto ho visto errori commessi dai più grandi, da Pelè a Maradona, da Messi a Roberto Baggio. Figuratevi se mi stupisco perché Camarda si è fatto parare il tiro e, soprattutto, figuratevi se mi sogno di dire che la responsabilità della sconfitta del Lecce è di questo ragazzo di diciassette anni”.
Sacchi su Camarda: “Un’esperienza che lo renderà ancora più maturo”
“Perché dobbiamo gettargli la croce addosso? Per l’errore dal dischetto? Non scherziamo, per favore. Se si vuole crescere, se si vuole migliorare, se si vogliono raggiungere grandi risultati, è necessario passare per le delusioni. Sono i momenti difficili che ti fortificano, non certo le vittorie o le carezze. Per formare il carattere di un ragazzo servono questi istanti di dolore: so che Camarda ne avrebbe fatto volentieri a meno, lo immagino, però sono convinto che da questa esperienza lui uscirà ancora più maturo e ancora più consapevole”.
Sacchi prosegue con un consiglio: “Gli dico che non deve abbattersi e, soprattutto, non deve ascoltare voci, commenti, spifferi, eventuali polemiche. Vada avanti per la sua strada, seguendo quello che gli consiglia di fare il suo allenatore, e non si curi di chi prende l’errore dal dischetto come pretesto per sfogare la sua rabbia. Deve assolutamente ignorare ciò che viene detto, è l’unico modo per superare il momento difficile”.
La proposta: “Al prossimo rigore bisogna consegnargli il pallone e…”
“Il rigore lo tira chi si sente di tirarlo. Non esistono regole assolute e, soprattutto, non esiste un’età ideale per calciare dal dischetto. Puoi segnare quando hai sedici o diciassette anni, e puoi sbagliare quando ne hai trentacinque o quaranta, e magari hai già fatto una carriera importante. Ecco, mi auguro che a nessuno venga in mente di chiedere che Camarda non calci più un rigore. Quello sì sarebbe un errore imperdonabile. Credo che, in una simile situazione, si debba fare esattamente il contrario. E cioè, al prossimo rigore che capita, bisogna consegnare il pallone a Camarda e dirgli: ‘Vai, tranquillo. E se lo sbagli ancora non ci sono problemi…’”.



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