Florenzi a Sky: “Ai punti stasera meritava il Milan. Leao è troppo genuino rispetto a quanto voi pensiate. Il compito di Allegri sarà…”

Ospite in trasmissione a Sky Calcio Club nel post-partita di Juventus-Milan, match terminato 0-0, l’ex terzino rossonero Alessandro Florenzi.

Le parole di Florenzi

Su Juventus-Milan: “Ai punti meritava di più il Milan. Il rigore ha spostato tanto. Alla fine è un punto che fuori casa con la Juventus, ok volevi vincere, ma che porti a casa”.

Il momento del Milan: “Quest’anno tutta un’altra quadra e ci sono delle basi da cui si è partiti: la prima l’allenatore. Allegri conosce l’ambiente, è italiano, sa come vincere la Serie A. Avere una partita a settimana aiuta. Io penso che lo scudetto che ho vinto col Milan, lo viciniamo perché siamo usciti prima dalla Champions, eravamo migliori fisicamente a quel punto. Vincere aiuta a vincere”.

Su Gimenez: “Giudicare oggi rispetto all’anno scorso è più facile. Oggi vedo meglio fisicamente Gimenez, ha un’occasione a partita. Prima o poi la butti dentro, arriverà il momento in cui il colpo di testa che sbaglia stasera lo mette all’incrocio”.

Su Leao: “Io mi sento di stare in mezzo, tra una vecchia generazione e la nuova, tra Totti e Camarda per rendere l’idea. In mezzo ci sono tante dinamiche. Fuori dal campo per me puoi fare quello che vuoi. Se per me dopo il dribbling torni a 300 all’ora, puoi sbagliare tutte le palle. Rafa questo l’ha migliorato molto, soprattutto sotto Pioli, però aveva una squadra che giocava per lui. Ha fatto tanti gol e assist. Ogni anno si dice aspettiamo Rafa perché è giovane. Io penso che non sia un giocatore normale, penso sia forte forte. Il più grande compito di Allegri sarà riuscire a trovare un posto a Leao in questa squadra. Leao arriva anche da 40 giorni di infortunio. Lui è troppo genuino rispetto a quanto voi pensiate. Vive nel suo mondo, è vero, ma in quanti hanno fatto bene vivendo nel suo mondo?”.

Lo scudetto 2022: “In quel campionato pensavamo una cosa che poche volte mi è capitata. Noi pensavamo davvero partita dopo partita, non era una farse fatta. Sapevamo di dover aspettare un passo falso dell’Inter che è arrivato a Bologna. Poi è arrivato l’entusiasmo, e lì io non ho mai pensato di perderlo, mai. Ma era un percorso: il mister ci aveva meso quattro anni per dare un’identità”.

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