San Siro, la cronistoria di una figuraccia: tutti gli assurdi giri per arrivare ad una conclusione discussa

Si è finalmente (forse, visti i ricorsi previsti) conclusa la telenovela del nuovo San Siro. Nella notte il Consiglio Comunale ha dato, tra importanti discussioni, l’ok alla cessione del Meazza e delle zone limitrofe a Milan e Inter, che ora inizieranno la progettazione che intendono completare entro metà 2027.

Nuovo San Siro: la cronistoria

Per arrivare a questo punto però siamo dovuti passare da tantissimi cambi di idee, posizione e strade per il futuro, per cui è doveroso fare un punto. Tutto parte, concretamente, nel 2019, quando Milan e Inter presentano al Comune di Milano lo studio di fattibilità per la demolizione totale del Meazza e la costruzione di un nuovo stadio dove attualmente c’è il parcheggio.

Nel 2020 il progetto prende forma: Milan e Inter mostrano i progetti di Populous e Sportium, messi a posto dopo le revisioni chieste dal Comune, e a fine anno la Commisione regionale per il patrimonio culturale della Lombardia dà il via libera per l’abbattimento di San Siro.

Nel 2021 i due Club scelgono il progetto “La Cattedrale” dello studio Populous, ma nel 2022 a causa di due ricorsi al TAR presentati a fine 2021 non vengono fatti passi avanti e le due squadre meneghine iniziano a pensare a soluzioni alternative.

Nel 2023 l’opzione nuovo stadio nella zona di San Siro sembra essere definitivamente tramontata, per cui il Milan sposta le attenzioni su San Donato e l’Inter su Rozzano. I rossoneri fanno grossi passi avanti acquistando dei terreni, mentre i neroazzurri restano più indietro. Nel 2024 viene fuori l’idea ristrutturazione, scartata quasi subito per i costi, ma si riapre anche il possibile acquisto delle zone, opzione poi diventata realtà nel 2025 fino alla discussa decisione di stanotte.

Nuovo San Siro: arrivata la conclusione, ma che brutta figura di tutti

Come detto quindi Milan e Inter hanno ottenuto quello che volevano, ma nessuna della parti in causa ne esce in modo positivo. Va fatto notare in primis che alla conclusione si è arrivati con un tour de force di diverse ore nell’ultimo giorno possibile tra gente addormentata in aula, discussioni su tutto e sbigottimento generale.

Come spesso succede quindi, e va fatto solo un breve accenno perché questo non è il luogo per addentrarsi in discussioni politiche, con anni a disposizione per parlare in modo approfondito di un progetto che cambierà il volto di una città internazionale ci si è ridotti all’ultimo e si è arrivati ad una decisione più per posizioni frutto di necessità politiche che nate dalla seria voglia di migliorare Milano.

Milan e Inter sono stati quasi sempre solo spettatori, ma il continuo cambio di idee non è sicuramente un bel look per due società di importanza planetaria perché hanno mostrato poche certezze e quindi un po’ di debolezza.

Il Comune di Milano infine è forse quello che ne esce peggio: oltre all’aver ritardato per motivi assurdi il voto finale, tutto il teatrino creatosi intorno a questa vicenda è stato veramente brutto da vedere. Una conclusione è forse finalmente arrivata, ma paradossalmente nessuno tranne i club sembra veramente soddisfatto e felice di un cambio epocale per lo sport, e non solo, italiano. Assurdo? Ripercorrendo il percorso fino a qui probabilmente no.

Stadio Giuseppe Meazza in San Siro - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Stadio Giuseppe Meazza in San Siro – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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