Rosa corta e grande duttilità: doppia fragilità?

L’ambiente Milan percepisce molte delle problematiche prima che si presentino. I tifosi, prima che giornalisti e addetti ai lavori, per tutta estate hanno osservato come questo roster fosse stato costruito con lacune chiare.

È un’evidenza da mesi che ci siano due zone del campo con diverse alternative e altre sostanzialmente senza nemmeno un cambio naturale. Se questo aspetto lo scorso anno rappresentava un rischio calcolato perché senza competizioni europee, in questa stagione è quantomeno da ingenui aver costruito una rosa così corta.

Le rotazioni dei centrocampisti centrali e dei sotto punta son quasi addirittura profonde. Sugli esterni a centrocampo, difensivamente e in attacco in sostanza non ci sono cambi. E come osservato, essendo una questione oggettiva, è sempre stato lì da vedere.

Ramos ha come cambio solo Camarda. Chukwueze a destra come esterno di centrocampo ha un solo potenziale cambio, ovvero Moreira, il quale tuttavia è anche impiegabile soprattutto a sinistra, ma in ogni caso non c’è un sostituto del nigeriano che possa aver un’interpretazione del ruolo meno offensiva.

Dietro, se possibile la situazione è ancora peggio. Con l’infortunio grave di Gabbia, un elemento, crollano sostanzialmente tutte le possibili rotazioni, perché fino al 2027 De Winter non avrà un cambio come centrale e chi può subentrare a Gila e Pavlovic di fatto sono Terracciano e Diawara. Con tutto rispetto parlando, due giocatori che non lasciano trasparire vera ambizione di classifica. Verrà rispolverato Tomori che non vede il campo dalla tournée di luglio?

Più in generale, son sempre stati tutti consapevoli di questo limite. Avendo impostato a giugno due colpi importanti come Ramos e Gila, c’era tutto il tempo di puntellare con almeno altri due elementi questo gruppo. In un contesto di costanti novità tecniche, essere costretti ad aver una rosa fluida con tanti calciatori che possono fare più ruoli, è una doppia debolezza.

Milan: Ruben Amorim, Gerry Cardinale
Milan: Ruben Amorim, Gerry Cardinale

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