L’attesa inizia a farsi pesante: Santiago Gimenez non è ancora riuscito a sbloccarsi con la maglia del Milan. L’impegno non manca, la generosità nemmeno – come sottolineato anche da Massimiliano Allegri – ma per un centravanti i gol sono importantissimi. Con il passare delle settimane cresce la curiosità, ma anche la pressione intorno al “Bebote”.
Allegri conosce bene certe dinamiche, basti pensare al primo Morata della Juve che aveva iniziato la nuova esperienza non proprio benissimo. È sempre stato un allenatore che predilige proteggere i suoi giocatori nei momenti più delicati, e lo stesso sta facendo con Gimenez. Continua a mandarlo in campo, lo sprona a non abbattersi, lo incoraggia pubblicamente e cerca di restituirgli serenità sotto porta. La gestione è chiara: il gol arriverà, ma nel frattempo serve che il ragazzo senta la piena fiducia del gruppo.
Dal canto suo, l’attaccante messicano non si tira indietro. È consapevole di dover invertire la rotta e ripagare la fiducia riposta in lui nel mercato di gennaio. I compagni ne apprezzano lo spirito di sacrificio: pressing, corsa, disponibilità totale alla squadra. Ma per un attaccante il sacrificio non basta: senza reti, ogni partita rischia di diventare un peso sempre più difficile da gestire.
Tanti bomber hanno faticato all’inizio per poi esplodere con continuità. Gimenez ha tutte le caratteristiche per seguire lo stesso percorso: forza fisica, presenza in area e qualità tecnica. Forse servirà solo un episodio, un gol casuale o un rimpallo favorevole, per liberare la mente e accendere la scintilla. Da lì in avanti, il Milan potrebbe ritrovarsi con un centravanti capace di tornare devastante come nei giorni del Feyenoord.



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