Specialmente negli ultimi mesi si è parlato molto di italianità, quell’idea di provar a costruire uno spogliatoio con un numero considerevole di italiani auspicabilmente più capaci di trasmettere senso di appartenenza.
Un concetto scivoloso, in parte ambiguo in epoca moderna. La grandezza di un club come il Milan però trascende la sua nazionalità, lo dice la storia, lo dicono i trofei. Tuttavia in molti ritengono che un “blocco italiano” possa in effetti far la differenza.
Poi però c’è il presente, c’è il mercato e le sue opportunità. Il Diavolo ha colto, o forse meglio coltivato durante l’anno passato, la possibilità di portar a Milanello Ricci, piuttosto presto e a cifre congrue. Ora però, valutando in queste settimane altri azzurri, ci si accorge che probabilmente i cartellini hanno costi esagerati con rispetto parlando.
I prezzi fissati dai club di appartenenza stanno facendo discutere, addetti ai lavori e non. Abbiamo provato ad annotare alcune richieste: Carnesecchi 45 milioni, Leoni 40 milioni, Comuzzo 40 milioni, Rovella 40 milioni, Lucca 40 milioni, Kean che oltre 50 milioni.
Tutti nomi di giocatori molto interessanti, alcuni formati, altri prospetti in formazione. Quotazioni però davvero significative che in qualche modo scoraggiano. Esporsi in nome dell’italianità può davvero spostare?
In via Aldo Rossi hanno già in effetti cambiato strategia, e l’hanno fatto attraverso Massimiliano Allegri, ovvero sia un tecnico italianissimo tra gli italiani, una grande differenza dopo una stagione portoghese sfortunata. Basterà per una mentalità tricolore?


