In Milan-Monza non ci si ricorda di lui per il tabellino, ma l’ingresso visto è stato a dir poco impattante. Francesco Camarda ha dimostrato che, dopo i 17 anni compiuti, può avere spazio tra Serie A e Serie B (non rischiando mai di essere l’unico protagonista, evitando di dargli peso ingestibile).
E la strategia rossonera si è delineata nel meglio. Il giocatore resterà di proprietà del Diavolo, prolungando il suo contratto fino a quando avrà 20 anni (2028), e percepirà un bell’assegno…per poi provare la sua avventura tra le migliori due categorie in Italia, dove non deve fare a botte con veterani, nei campi più difficili, in Serie D.
Questa mossa non è solo ottima per lui, ma anche per il Milan. Così facendo, la squadra può permettersi di portare il suo giovane “sotto i riflettori” in altri lidi e investire nel presente, dato che serve un “instant team”. Le formazioni che lo hanno scelto sono tra le migliori, con il Lecce che sembra una destinazione perfetta: il trascorso di Lorenzo Colombo, la capacità di far crescere i ragazzi da parte di Eusebio Di Francesco, la Serie A che rimane come sempre una realtà al Via del Mare.
E sarà un arrivederci alle lamentele che hanno accompagnato la Prima Squadra e Milan Futuro? La gestione nella stagione 2024/25, seppur discutibile, ha fatto capire come Camarda tra i grandi debba ancora aspettare, mentre tra i piccoli è decisamente troppo forte. In questo senso, la spola potrebbe essere servita almeno per vivere gli spogliatoi in due situazioni diverse.
Il numero 73 è quindi destinato a fare i suoi passi, con il desiderio di tutti di non velocizzare un processo in cui serve fiducia. Il Milan fa benissimo a darlo in prestito…ma che non diventi un caso perso tra chi è andato per crescere, tornando poi dopo un’annata piena di insoddisfazioni. Di scene del genere se ne sono già viste troppe, solo parlando di questo periodo.


