Morata: “Al Milan sono successe cose che non ho mai vissuto e me ne sono andato. Vi racconto la mia verità”

Alvaro Morata è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport, in edicola stamattina. Durante l’intervista lo spagnolo ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa verso il club che ancora detiene il suo cartellino (ora lui è in prestito al Galatasaray), ma che – secondo lui – ha gestito in maniera pessima le cose durante la stagione. Di seguito le sue dichiarazioni.

“Al Milan sono successe tante cose troppo veloci – spiega lo spagnolo –, complicate da gestire per me, ma alla fine sono contento. Abbiamo fatto anche grandi partite, le cose non stavano andando così male come sembrava o si diceva. Poi però là dentro sono successe cose che non avevo mai vissuto in carriera. Quali? Preferisco tenere per me, ma non mi sentivo più a mio agio“.

Sul cambio da Fonseca a Conceicao ha qualcosa da dire: “I cambi repentini non sono mai facili. Se inizi a giocare con una mentalità e all’improvviso muti radicalmente ti può andare molto bene oppure no. Magari la nuova strada scelta a inizio stagione aveva bisogno di un po’ di tempo per essere battuta, mahanno deciso di cambiare e non c’è molto da dire. Anzi, posso dire una cosa: non è vero che io mi sarei pentito della scelta. Mai. È stato un onore vestire una maglia storica come quella del Milan. Cosa non andava? Le cose non andavano soprattutto a livello di comunicazione. Io cerco di essere rispettoso con tutti ma ci sono certe cose che non mi vanno bene, e per evitare di creare problemi me ne sono andato“.

Sul Milan conclude poi così sulle due new entry: “Non ho parlato con Tare o Allegri, non almeno nelle nuove vesti. Max lo sento spesso per il rapporto che ci lega, Tare l’ho visto un paio di volte a cena con amici ma niente di più. Sono contento per loro e per il Milan: sono grandissimi professionisti e spero che gli vada tutto alla grande. Di me? Io non so nulla“.

“Il documentario? Adesso sto bene e guardo al futuro con fiducia. Ho voluto girare questo documentario per rivolgermi alle persone che hanno paura di affrontare queste situazioni, di parlarne, di aprirsi. La paura di essere visti in modo diverso spinge a non cercare aiuto. Io ho vissuto sul filo tutta la mia carriera, non sapevo cosa fosse la depressione fino a che non mi sono ritrovato nel buco più buio che una persona possa immaginare. Stavo malissimo, e quando stai così non conta nulla: soldi, posizione, affetti, niente. È una situazione che poi ti porta. prendere decisioni sbagliate a livello famigliare e calcistico. Il messaggio che voglio mandare è che una persona, anche se in crisi totale, grazie all’aiuto di compagni, famigliari e specialisti si può ritrovare a giocare e a vincere un Europeo da capitano. Sono sicuro che questo documentario aiuterà tanta gente“.

Milan: Paulo Fonseca e Alvaro Morata mentre lascia il terreno di gioco dopo l'infortunio (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Paulo Fonseca e Alvaro Morata mentre lascia il terreno di gioco dopo l’infortunio (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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