Fabio Capello ha commentato sulle pagine della Gazzetta dello Sport le prime mosse del nuovo Milan targato Igli Tare e Massimiliano Allegri. Ecco le parole dello storico tecnico rossonero.
“Qualche giorno fa avevo esortato il Milan a scattare per non partire già in ritardo. Beh, posso dire che il Diavolo mi ha ascoltato e, usando un linguaggio da Giro d’Italia, si è alzato sui pedali. Prima un vero direttore sportivo, Igli Tare, poi un grande allenatore, Massimiliano Allegri. Due colpi… da Milan. Dopo un’annata estremamente deludente, era importante dare subito un segnale a tutto l’ambiente. Perché dobbiamo dirlo chiaro e tondo: il Milan non può più permettersi di sbagliare. Ed è partito col piede giusto“.
Su Tare: “Ho avuto modo di conoscerlo ai Globe Soccer Awards a Dubai. Un vero uomo di calcio. In una lunga chiacchierata mi ha spiegato qual è il suo metodo per la ricerca dei calciatori e la scelta degli allenatori. Poi ci siamo confrontati sul piano delle idee e ne ho apprezzato la visione globale. Con Allegri non ha sbagliato di certo, mi aspetto di non vedere i capricci dell’ultima stagione. Sono convinto che Tare sia stato decisivo nella decisione di puntare con decisione su Max, un allenatore d’esperienza e personalità“.
Su Allegri: “Concentriamoci sull’impatto immediato che Max può avere sul Milan. Innanzitutto sulla mentalità. Nell’ultima annata abbiamo visto blackout incomprensibili, che nascevano soprattutto da un problema: tutti partecipavano con entusiasmo alla fase offensiva, ma pochi si prodigavano con la stessa volontà quando c’era da correre all’indietro. State tranquilli che con Allegri non si ripeterà. Ovunque è stato, Massimiliano ha sempre saputo creare un collettivo con un senso globale e un equilibrio concreto. Il secondo aspetto che dovrà curare con grande attenzione è la testa di alcuni dei giocatori più rappresentativi che hanno oggettivamente deluso. Max dovrà fare quello che è riuscito ad Antonio Conte al Napoli: dare nuove motivazioni a chi non è sembrato sempre averle“.
Sul mercato: “Non voglio parlare di nomi specifici, ma credo che il reparto dove si debba intervenire con più urgenza sia la difesa. Sul resto dipenderà anche dalle cessioni. Leggo del Manchester City in pressing su Reijnders, uno che io non venderei mai, ma nel calcio di oggi so bene come vanno le cose. Per come la vedo io, Tare e Allegri devono confrontarsi e concordare le scelte tecniche, mentre all’amministratore delegato, Giorgio Furlani, spetta il compito di ratificare o meno un acquisto ponderando l’aspetto economico. L’a.d. non si avventuri, però, in considerazioni prettamente tecniche e le lasci a Igli e Max. Sono sicuro che Tare e Allegri sappiano bene individuare chi «è da San Siro o meno», come amava dire il mio amico Ariedo Braida“.
Sul gioco: “Max per fortuna non è un integralista, che piega le squadre a moduli prefissati o idee radicali come alcuni suoi colleghi. Un suo pregio, dal mio punto di vista, è sapere adattarsi al gruppo che ha a disposizione. È sinonimo di intelligenza adeguarsi e non ingabbiare i calciatori dentro principi che magari sono poco adatti alle loro caratteristiche. Per come la vedo io, Massimiliano sarebbe ben felice di riavere al top Theo e Leao. Le fortune del Milan degli ultimi anni sono nate lì sulla fascia sinistra. Parlando di Leao, sono certo che riuscirà a dargli continuità: Rafa avrebbe tutto per fare la differenza spesso e volentieri e non solamente a corrente alternata“.
Sull’obiettivo finale del Milan: “Dove può arrivare? Non so dove può, ma so bene dove deve arrivare: almeno nelle prime quattro in Serie A. O sarà un nuovo fallimento, senza se e senza ma“.


