Sette DS e ancora nessun favorito, serve scegliere presto e bene. Ecco perché sarà un’estate fondamentale

Da circa un mese è partita la telecronaca minuto per minuto relativa alla rincorsa del nuovo direttore sportivo del Milan per la stagione 2025-26. La notizia positiva è che la società ha compreso l’importanza strategica, e se vogliamo politica, di questa figura di fatto assente nell’organigramma dal doppio licenziamento di Maldini e Massara. La parte negativa è che questa ricerca si è presto trasformata nell’ennesima telenovela in salsa milanese che nuoce chiunque ne viene coinvolto, in special modo naturalmente il Milan stesso.

Si è partiti con Ibrahimovic che avrebbe identificato Tare come favorito e Furlani alla ricerca di un accordo con Paratici a Londra. Tra fine marzo ed inizio aprile sembrava lotta intestina aperta, coi due contendenti pronti a far firmare il loro preferito con tanto di contratti quasi chiusi.

Poi col passare dei giorni si comprende che l’interesse per Paratici è più concreto e apparentemente si arriva all’ufficiosità, finché non crolla tutta la suggestione con tanto di intrighi di palazzo che restano al momento ancora poco chiari ancorché inquietanti.

Il dietrofront improvviso e a quel punto inaspettato, ha fatto riprendere la girandola di candidati che nelle settimane precedenti erano stati affibbiati dalla stampa: da Sartori a D’Amico, da Manna a Falkenberg (attualmente al Bayer Leverkusen), passando per Berta, con quest’ultimo tuttavia già promesso sposo dell’Arsenal.

Sette candidati, veri o presunti. Imbeccate lanciate ai media come i viaggi a Londra o i recenti a Roma per Tare, quasi a far vedere che le idee di Ibrahimovic e Furlani una volta distanti si fossero avvicinate. Tutte situazioni però ambigue e che non hanno portato fin qui alla fumata bianca che ormai si attende da troppo tempo.

Sono depistaggi volontari o balletti da novizi del mestiere? Chi è il vero profilo ricercato? Perché ognuno di loro ha caratteristiche e modalità diverse di ricoprire questo ruolo. Che strategia si vuole intraprendere?

Il Milan oggi nono in classifica sembra lontano dal poter competere con le prime della classe, ma con una struttura più solida, con un direttore sportivo e un allenatore sostenuti davvero dalla dirigenza, e un blocco di giocatori attuali magari confermato, il gap potrebbe accorciarsi sensibilmente. Questa estate Inter e Juventus avranno anche il Mondiale per Club che darà tanto a loro economicamente ma toglierà tempo per la programmazione della prossima annata. Però serve agire subito, con poche idee ma maledettamente chiare, perché tra massimo 8 gare la stagione è finita, pertanto la visione del 25-26 deve necessariamente esser nitida e limpida. Fallire di nuovo non può esser contemplato.

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