Più Conceicao per Pavlovic: il tecnico portoghese ha saputo valorizzare il serbo, e ora con il cambio modulo…

Il nuovo modulo ha sicuramente dato nuove certezze a questo Milan, ma anche a Sergio Conceicao. Che sia solo un fuoco di paglia? Vedendo com’è andata la stagione purtroppo vien difficile escludere questa possibilità, ma i tifosi sperano possa regalargli gioie future. Effettivamente, negli ultimi mesi e anni, difficilmente è stato possibile vedere i giocatori rossoneri così a proprio agio in campo, così equilibrati.

Tutti ieri sembrava giocassero in quella posizione da tempo, seppur per alcuni sia la prima volta. Uno su tutti? Strahinja Pavlovic. La posizione nella quale è stato schierato ieri, braccetto sinistro, nella difesa a tre, non gli è però per niente nuova. Da EURO 2024, nella sfida contro l’Inghilterra, il gigante serbo viene impiegato con notevole successo in quella posizione con la propria nazionale. La Serbia subisce poco difensivamente in generale, ma con la difesa a tre sembra aver trovato la giusta quadra.

Ieri, contro l’Udinese, la partita da lui portata a termine è stata molto seria e senza sbavature. Se in qualche occasione arrivava in ritardo, trovava sempre il modo di recuperare. Insomma, si sentiva a suo agio e in piena fiducia. Inoltre, cosa non da poco, dava più copertura a Theo in modo da poter esprime al meglio il proprio calcio offensivo.

Il francese si è dovuto occupare ben poco della fase difensiva, avendo la sicurezza serba alle proprie spalle. Tutto ciò ha liberato la sua mente da pressioni o possibili paure di subire gol, ormai diventata una costante, e gli ha permesso di dare nuova vita al Theo Hernandez che conoscevamo tutti: quello inarrestabile.

Un dato interessante, che forse racchiude meglio ciò che Conceicao chiede a Pavlovic in quella posizione, è  nei lanci lunghi: ieri sera ne ha tentati 6, a buon fine ne sono arrivati 2. Ma non è stata la prima volta, anche contro Napoli e Bologna al serbo viene richiesto il lancio lungo, tanto da tentarne 7 in ambedue le gare.  È chiaro, quindi, che quello che il tecnico portoghese vuole è una maggior presenza e responsabilità in fase di impostazione. Non solo, quando ha il pallone tra i piedi e spazio davanti per correre deve sfruttare il momento: ha una buona tecnica, comparando anche la sua stazza e la sua conseguente non semplice mobilità, e lo sta capendo anche lui.

Insomma, il cambio in panchina ha sicuramente valorizzato di più il difensore serbo, rilegato in panchina senza se e senza ma da Fonseca per tutto il mese di dicembre (ad eccezione della gara contro il Sassuolo). Con l’arrivo dell’ex Porto, invece, le sue caratteristiche sono state messo in risalto, soprattutto la sua cattiveria agonistica. Che sia un nuovo inizio per tutti?

Bologna-Milan: Dan Ndoye, Strahinja Pavlovic (Photo Credit: IPA Agency)
Bologna-Milan: Dan Ndoye, Strahinja Pavlovic (Photo Credit: IPA Agency)

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress

Milan, obiettivo rilancio Gonçalo Ramos: Amorim lo vuole come in Nazionale

Gonçalo Ramos con il Portogallo segna con continuità, mentre...

Un infortunio che non ci voleva: Saelemaekers e un duro inizio di stagione

Storicamente, le soste nazionali non hanno mai portato troppa...