“Un fattore destabilizzante che inevitabilmente influisce sulle sue prestazioni“, così L’Equipe definisce la situazione che riguarda Mike Maignan e i preparatori dei portieri in casa Milan. Nel corso delle sue quattro stagioni in rossonero, il portiere francese ha lavorato con otto allenatori diversi.
Stimolato da una domanda in conferenza stampa dopo Milan-Fiorentina, il capitano rossonero aveva parlato così del problema: “Sono arrivato a otto allenatori di portieri. È vero che è una cosa importante per un portiere, si tende a creare legami con gli allenatori. E i legami richiedono tempo per formarsi. Serve molta stabilità, e questa è la situazione in cui mi trovo, ed è proprio così. Aiuta la mia esperienza, ma non è facile, nel corso degli anni, cambiare ogni volta allenatore dei portieri, ogni anno o ogni sei mesi“.
Il quotidiano transalpino ha contattato l’ex responsabile degli estremi difensori rossoneri Gigi Romano che ha commentato così: “È una gestione preoccupante, sì. Maignan è un giocatore straordinario, con un grande QI calcistico, sa fare tutto. Ma si allena, suda, si sporca e non migliora. È sempre Maignan, con il suo talento e le sue conoscenze. È un profilo internazionale. Se si sente a suo agio con una persona specifica, deve dirlo al club. Ha bisogno di qualcuno che lo gratifichi, che gli dia una pacca sulla spalla, che capisca il suo stato d’animo; sono i dettagli che fanno la differenza“.
Ma chi sono stati i preparatori dei portieri del Milan in questi anni? Dida, Luigi Ragno, Emiliano Betti, Flavio Roma, Tony Roberts, Antonio Ferreira, Diamantino Figueiredo e Vedran Runje. Il numero 16 rossonero aveva suggerito il nome di Éric Allibert due anni fa, scrive il quotidiano, perché era una sua vecchia conoscenza al Lille . All’epoca, però, la UEFA vietava questo tipo di trasferimento a causa dei legami tra il Tolosa e il Milan attraverso la proprietà RedBird.


