Milan, i giocatori sono i protagonisti in campo: senza voglia, ambizioni e prestazioni non si raggiungono gli obiettivi

Nell’approfondimento odierno, noi di MilanPress.it, cercheremo di evidenziare quanto sia importante avere calciatori focalizzati sull’obiettivo, per, appunto, raggiungerlo. A 7 mesi dall’inizio della stagione, al Milan è successo di tutto. Una classifica che, al 26 di febbraio, dice ancora Diavolo fuori dalla Champions, e continuamente piantato tra la settima e l’ottava posizione. Una classifica ancorata ai “possibili” tre punti contro il Bologna, e finalmente, domani sera, l’asterisco verrà tolto. E proprio dal post Bologna-Milan, che ci si potrà finalmente rendere conto se, nelle prossime settimane, i rossoneri potranno competere per un piazzamento nelle prime quattro posizioni, che significa qualificazione nel palcoscenico più importante d’Europa.

SE LE COSE VANNO MALE, AL MILAN VANNO PEGGIO: MA I GIOCATORI?

Ripercorrendo la stagione dei rossoneri, sono tanti, forse troppi i fallimenti. Ancor prima dell’inizio della stagione, ovvero a maggio scorso, la tifoseria ha fatto sentire il suo scontento nei confronti della società. Solo dopo la protesta, hanno deciso di accantonare l’idea Lopetegui, e di passare ad una forse peggiore: Paulo Fonseca. Lo stesso tecnico che, è stato esonerato a dicembre, dopo risultati a dir poco deludenti in campionato, che hanno penalizzato la stagione. Stagione nata male, appunto, e proseguita peggio: l’approdo di Conceicao come guida della squadra, ha portato solo leggere migliorie in Serie A, l’eliminazione dalla Champions League (con un passaggio agli ottavi praticamente in mano), ed un trofeo già dimenticato, la vittoria in Supercoppa Italia.

Una cosa non è cambiata tra il passaggio da Fonseca e Conceicao: il brutto rapporto con alcuni dei giocatori. Se Morata lo ha detto espressamente, i malumori di altri si notano in campo. Questo si unisce al fatto che, molti calciatori, siano stati ad un passo dalla cessione addirittura a poche ore da una partita importante e delicata come il derby, come Tomori e Pavlovic. Da quando Conceicao è alla guida dei rossoneri, in pochissime occasioni il Milan ha avuto un approccio importante sin dai primi minuti: sinonimo della scarsa attenzione e concentrazione dei giocatori. C’è però di peggio, ovvero il momento in cui i rossoneri incombono a delle difficoltà durante la gara, e non riescono a venirne fuori.

Questo accade perché si è persa una cosa fondamentale, ovvero il ‘milanismo’. Una caratteristica importantissima che ha contraddistinto il Milan nella stagione dello scudetto, e che è andato via via scemando. Il colpo finale, lo ha dato la dirigenza, tra cui Giorgio Furlani, con la decisione di mandare via Maldini e Tonali, due figure con la pelle rossonera. Il primo, c’era sempre nei momenti di difficoltà, con le giuste parole e i giusti comportamenti. Mentre il secondo, mandato in Premier League per acquistare Musah e Loftus-Cheek, ha fatto innamorare San Siro a suon di sgasate, chiusure difensive, gol e soprattutto prestazioni.

Già… San Siro. Quello che era una fortezza per il Milan, ed ora è diventato il tempio delle proteste, giustamente. Il clima allo stadio in questa stagione è surreale. Cori contro la proprietà, contro la dirigenza, a volte anche contro i calciatori. Ed allora, alla fine di tutte queste considerazioni, viene da chiedersi: per chi dovrebbero lottare i calciatori del Milan? Quali interessi dovrebbero avere per dare la ‘vita’ pur di arrivare alla qualificazione in Champions? In questo momento non funziona nulla, è stata già diffusa la voce di una rivoluzione in estate, con i vari Theo, Leao e Maignan che potrebbero andar via. Basteranno le ambizioni personali per raggiungere l’obiettivo? Probabilmente no, perché questo non permette di dare il 100%, ma di anzi impegnarsi a fare il minimo. E se tutta la squadra non si compatta, è quasi impossibile ottenere risultati positivi. Ecco perché quest’anno è mancata la costanza nelle prestazioni, ed ecco perché la marea di fallimenti.

Milan: Giorgio Furlani, Geoffrey Moncada, Zlatan Ibrahimovic - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Milan: Giorgio Furlani, Geoffrey Moncada, Zlatan Ibrahimovic – MilanPress, robe dell’altro diavolo
Ernesto Lepera
Ernesto Lepera
Mi chiamo Ernesto Lepera, sono uno studente in Comunicazione Pubblica, Sociale e d'Impresa. Aspirante giornalista sportivo, coltivo questo sogno sin da bambino. Lavoro per realizzarlo.

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