MP VAR Room – Milan-Feyenoord, gli episodi arbitrali visti dal regolamento

Termina 1-1 la gara di ritorno dei playoff di Champions League tra Milan e Feyenoord disputata a San Siro. Ad arbitrare il match è stato il signor Szymon Marciniak, di nazionalità polacca. A coadiuvarlo ci sono stati gli assistenti Listkiewicz e Kupsik, con Myc come quarto uomo. Al var presenti Kwiatkowski e Dingert, quest’ultimo in qualità di Avar. Come di consueto si vada ora ad analizzare quanto accaduto nel match nella nostra Var Room.

Il primo tempo inizia subito a tinte rossonere con il Milan che dopo solo 1 minuto di gioco sblocca il match grazie all’ex Santiago Gimenez: dagli sviluppi di corner Pulisic mette un pallone in mezzo, Thiaw fa una sponda di testa e quasi sulla linea di porta il messicano la butta dentro di testa. 1-0 e gol regolare. Al minuto 4 c’è un contatto tra Beelen e Leao: il portoghese accelera e si scontra con il calciatore del Feyenoord. Per Marciniak non è un contatto falloso e, nonostante Beelen abbia allargato un pò il braccio ci sta non concedere la punizione, vista poi la soglia del fallo applicata per il resto della gara.

Al minuto 18 iniziano le prime avvisaglie di un Theo Hernandez particolarmente nervoso che spinge la testa di Read rischiando subito un provvedimento. La situazione però si placa immediatamente. Al minuto 21 arriva la prima ammonizione della gara, ai danni di Moder. Leao va via a due avversari e Moder lo stende in ripartenza, interrompendo una promettente azione da gol. Corretto il giallo.

Al minuto 42 arriva la prima ammonizione per Theo Hernandez: il francese, frustrato per un fallo precedentemente commesso su Felix, che poteva essere fischiato dal direttore di gara, scaraventa a terra Moussa e si prende l’ammonizione per comportamento antisportivo. La scelta è ineccepibile, in quanto in questo caso non è possibile gestire la situazione con il dialogo, visto il minuto in cui accade l’episodio e la modalità con cui avviene.

La ripresa inizia sulla falsa riga del primo tempo, con il Milan che prova ancora a creare occasioni da rete per raddoppiare. Lo sliding doors però arriva al minuto 52: contropiede del Milan che vede Leao partire in campo aperto e duettare in area di rigor con Theo Hernandez il quale cade dopo un presunto contatto con Read.

Prontamente Marciniak alza il braccio indicando il calcio di punizione indiretto per gli olandesi, segnalando quindi in primis la simulazione di Theo Hernandez, poi la conseguente ammonizione e quindi l’espulsione finale visto il giallo preso nel primo tempo. La scelta è ineccepibile e tutti i replay mostrano infatti la totale assenza di contatto tra Theo e Read, dove il primo si lascia completamente cadere inventandosi un contatto inesistente.

Al minuto 55 Musah trattiene vistosamente Read al limite dell’area e Marciniak fischia un calcio di punizione per il Feyenoord. Prima però si perde un fallo di mano, sempre al limite dell’area, di Moder. Probabilmente questa scelta avrebbe potuto costargli il secondo giallo, dal momento che quel tocco ha interrotto una promettente azione da gol per Felix che stava entrando in area di rigore.

Al minuto 74 gli ospiti pareggiano i conti con Carranza, subentrato nella ripresa. Dalla sinistra arriva un crosso perfetto dentro l’area che Carranza spedisce in porta di testa. 1-1 e gol regolare. Al minuto 76 ammonizione per Felix per un intervento imprudente ai danni di Paixao. Corretto il provvedimento disciplinare.

Negli ultimi minuti di gioco i rossoneri provano spesso a lasciarsi andare in area di rigore per provare a guadagnare qualcosa, ma Marciniak si dimostra esperto e navigato nel non cascare in queste situazioni. Al minuto 93 ammonizione anche per Mitchell che ferma irregolarmente Pavlovic interrompendo una promettente azione da rete. Corretta la decisione.

La partita termina sul definitivo risultato di 1-1 e quindi l’eliminazione del Milan dalla Champions League. Al termine della gara scoppia una rissa nei pressi della linea laterale opposta alle panchine dove nascono diversi faccia a faccia. Nella mass confrontation è bravo il direttore di gara ad individuare i due principali protagonisti, ovvero ammonendo Leao in primis e poi espellendo Read per aver prima esultato in faccia al portoghese e poi avergli tirato il pallone addosso volontariamente.

Nel complesso la prestazione del fischietto polacco è stata solida ed autoritaria. Fatta eccezione per il possibile calcio di punizione non fischiato per il tocco di braccio di Read nella ripresa, il direttore polacco ha arbitrato in maniera equa impostando una soglia del fallo coerente per tutta la gara. Non è mai caduto nelle provocazioni dei calciatori ed è stato subito reattivo nel vedere la simulazione di Theo Hernandez che avrebbe potuto trarre in inganno.

MP VAR Room (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
MP VAR Room (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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