La svolta di Leao e finalmente il famoso “switch mentale” portato a termine. Che possa essere lui il principale leader in campo di questo gruppo?

Rafael Leao sta decisamente svoltando quella che è stata la sua stagione fin qui e, forse, la sua carriera. Proseguendo con questa mentalità, questa voglia e questo approccio al lavoro, non avrà certamente problemi a vincere ulteriori trofei. Con il Milan ne ha vinto 2 in 6 stagioni (con la sesta in corso), ma che qualcosa stia cambiando si può percepire.

Il giocatore portoghese è spesso e volentieri stato in mezzo alle critiche in questi anni, soprattutto dopo lo scudetto, l’anno in cui è esploso definitivamente. Ciò che però passa in secondo piano è il suo essere decisivo: i 2 trofei vinti dai rossoneri da quando c’è lui portano la sua firma a lettere cubitali. MVP del campionato nel 2022, con vittoria del campionato annessa, e grande impatto nella Finalissima di Supercoppa contro l’Inter, dove è entrato poco dopo l’inizio del secondo tempo e ha cambiato la partita come solo i grandissimi possono fare.

LO SWITCH MENTALE

Da anni ormai gli si chiedeva quel famoso “switch mentale“, che sia arrivato? I suoi numeri, tra dribbling, gol e assist, sono sempre stati tra i migliori d’Europa nella sua posizione, ma non sembravano mai abbastanza. Il cambio di allenatore poi – da Pioli a Fonseca – ha fatto tutto tranne che aiutarlo, almeno inizialmente. “Credo che almeno una spiegazione per tre panchine di fila si possa dare – ha così dichiarato Leao nell’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport –, però a volte gli allenatori fanno così… Era la prima volta che mi succedeva al Milan ma ho sicuramente imparato qualcosa“.

Milan: Paulo Fonseca, Rafael Leao (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Paulo Fonseca, Rafael Leao (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Chissà cosa è quel qualcosa che in quelle panchine ha fatto scattare il pulsante “on“ nel portoghese, che nella prima occasione utile dopo di esse, si è ripreso tutto con la grande prestazione di Madrid, e subito dopo di Cagliari. Da li in poi è tornato l’insostituibile Rafa, capace di cambiare anche le sorti di un Derby che sembrava ormai perso, in 40 minuti.

Anche i fattori extra campo hanno fatto il loro, dalla nascita dei gemelli Leao (Tiago e Leonardo), quindi una volta divenuto padre, Rafa si è responsabilizzato ancora di più. Un pò com’era successo a Lautaro Martinez, che ai primi periodi nerazzurri non era facile da gestire, ma dalla nascita dei figli (non solo ovviamente), ha dimostrato di poter cambiare “vita” calcistica e divenire un leader anche emotivo della sua squadra.

Che sia questa la strada di Leao? Dal “non può essere un leader del Milan, non ha carattere” di appena qualche mese fa, al “potrebbe diventare lui il leader” degli ultimi giorni, è una grande ripsosta da parte del numero 10 rossonero, segno delle grandi prestazioni messe in campo dopo le famose “panchine punitive“. Fonseca non avrà saputo gestire con tatto certe situazioni, ma ciò che è certo è che volesse il bene dei propri giocatori, e non trovando altre soluzioni sia ricorso alle “maniere forti“. I risultati mentali avuti indietro però sono stati abbastanza positivi.

Milan: Rafael Leao (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Rafael Leao (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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