Ventesima vigilia di campionato (diciottesima per i rossoneri). Domani a San Siro si gioca Milan-Cagliari (ore 20.45), match valido per il ventesimo turno di Serie A. I rossoneri sono reduci dalla conquista della Supercoppa Italiana, mentre i rossoblù
Sergio Conceicao parlerà nella consueta conferenza stampa, prevista per le ore 14.30, eccezionalmente dalla sala stampa del Meazza. Come di consueto, MilanPress.it garantisce la diretta testuale sia sul sito che sul profilo X: segui con noi la conferenza del mister!
CONFERENZA STAMPA CONCEICAO LIVE
“Penso che non si può lavorare al Milan se si pensa che ok, hai conquistato una Supercoppa, abbiamo goduto e meritato. Siamo però a 17 punti dalla vetta della classifica. Un club che ha vinto 7 Champions e 19 titoli non può sentirsi con la pancia piena. Bisogna ritornare a vincere”.
“Non ci sono emozioni per il debutto. C’è l’adrenalina nel capire dove sono, è un Club storico ma la preparazione mi porta a pensare ad altro. Al fischio d’inizio sentirò qualcosa, non sono una pietra”.
“Fascia a Maignan? Tutti devono prendere responsabilità, il massimo leader sono io che prendo responsabilità davanti a voi. Tutti sono importanti, Capitano o non captano non mi interessano queste cose”.
“Cambiamento Theo e Leao? Già ambiare allenatore ti da nuovi stimoli, al netto di chi era l’allenatore prima. Qui ho trovato accettazione di preparare la partita, e abbiamo fatto tanti cambiamenti dal punto di vista organizzativo. Mi lascia contento, ho trovato uno spogliatoio positivo”.
“Mercato in entrata? La verità è che la dirigenza ha provato a parlare con me di questi temi, come mercato, ma i momenti erano sbagliati perché abbiamo delle partite. Per adesso questa non è la cosa più importante, per me lo è la partita contro il Cagliari. Poi sicuramente ne parleremo”.
“Per me i giocatori partono tutti sullo stesso livello, dopo tutto dipenderà dalla strategia che vogliamo adottare per la partita. Rientri? Ruben ha un piccolo problemino, non credo che ci sarà, mi spiace perché stava recuperando ma ha avuto una piccola ricaduta ieri”.
“Modulo? Per me 4-4-2 o 4-3-3 sono i moduli. Ma l’importante è avere equilibrio con la squadra, con un centrocampo a tre la squadra può sembrare più sicuro. Più avanti e con più conoscenze potremmo anche lavorare con due punte, servirà tempo. Devo dire che io cambio ance durante la partita, l’ho fatto anche in queste partite. Mi pagano per aiutare la squadra, si lavora sempre. Leao? Deve correre. Esterno o davanti. Deve correre, aiutare con e senza palla. Se il processo è collettivo, è collettivo, non individuale”.
“Partita meno importante dopo un big match? Dopo la finale ho parlato degli episodi vecchi ai giocatori. L’obiettivo deve essere quello di avere continuità e stare sempre al top. Se abbiamo questa base, possiamo vincere le partite”.
“Ogni allenatore ha i suoi metodi. I risultati comandano, io non ho la formula esatta: ho vinto e ho perso. Se io cambio alcune cose ma non rendono, le valigie sono sempre pronte ed è l’allenatore che paga. Ma è importante cambiare, altrimenti tutto è facile. San Siro è bellissimo, l’ambiente a Milanello anche, ma siamo tutti troppo coccolati. I giocatori in generale si lasciano andare, prima era diverso, ora bisogna far concentrare i giocatori. Questo non è un h0bby, deve essere un lavoro”.
“Cosa è cambiato nel Milan? Io ho trovato l’umiltà di voler cambiare, questo è stato fondamentale per me. Dalla squadra ho avuto una risposta fantastica, abbiamo riportato partite contro squadre fantastiche come Juve e Inter. Ma dobbiamo migliorare tanto tanto, loro lo sanno. Ci sono dei momenti delle partite che non mi piacciono. Dobbiamo pensare che quello che abbiamo fatto l’hanno fatto anche altri, ora dobbiamo pensare di arrivare a fine stagione non contentissimi ma tra le prime quattro”.
“Rashford? È un bel giocatore come tanti altri che sono sul mercato”.
“Trovo un grandissimo club, un paese appassionato per il calcio. Su questo c’è la somiglianza con il Porto. Poi le squadre e i giocatori sono diversi. Porto e Milan sono due grandi club”.
“Milan non è perfetto, lo so. Una delle cose che non sono andate in Supercoppa sono pressing, timing, la zona che dovevamo pressare. Ci sono delle cose che dobbiamo migliorare senza dubbio. Il modo di vivere un successo è pensare subito che ne abbiamo un altro davanti a noi che è più importante di quello passato. Abbiamo goduto e ho ballato, ma alle 4 del mattino del giorno dopo già pensavo a cosa fare per pensare alla prossima partita, contro il Cagliari”.


