Verso Milan-Cagliari, Conceicao in conferenza: “Ripartiamo in campionato, guai ad avere la pancia piena”

Sergio Conceição ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Milan-Cagliari direttamente da San Siro. Queste le dichiarazioni del tecnico rossonero nella presentazione della sfida contro i rossoblu di Nicola:

Sulle ambizioni: “Non può lavorare al Milan chi ha conquistato solo una Supercoppa. Abbiamo lavorato, abbiamo meritato ma siamo a 17 punti dalla vetta della classifica. Un Club di questo tipo non deve avere la pancia piena, la Supercoppa è passata“.

Sul debutto in A e sul capitano: “Chiedo scusa a chi deluderò, ma non ci sono emozioni per il debutto. C’è l’adrenalina nel capire dove sono, è un Club storico ma la preparazione mi porta a pensare ad altro. Al fischio d’inizio sentirò qualcosa, non sono una pietra. Fascia da capitano? “Chi usa la fascia o chi non la usa, tutti devono usare la loro responsabilità. Chi è capitano o chi non lo è, non importa“.

Sull’impatto con i giocatori: “Cambiando l’ambiente a livello di staff è già qualcosa di diverso per i ragazzi. Loro devono credere al progetto nuovo con i nostri modi. Ho trovato accettazione al nostro arrivo, abbiamo fatto cambiamenti e sono contento“.

Sul mercato: “Devo dirlo, la dirigenza ha provato a parlare con me sui temi del mercato ma erano momenti sbagliati, c’erano delle partite. Ora possiamo parlarne, ma resta più importante la partita con il Cagliari e poi ci penseremo dal giorno dopo“.

Su Loftus-Cheek: “Fisicamente Ruben non è al top. Per me tutti partono dallo stesso livello, poi vedrò in allenamento. Dipende dalla strategia che ho in ogni partita, dalla gestione che devo fare. Nessuno è escluso, nessuno è titolare assoluto. Ognuno deve giocarsi il posto. Penso ci sia un piccolo problema per lui e credo che non ci sarà per la partita. Ha avuto una ricaduta ieri e mi dispiace perché stava recuperando bene“.

Sul modulo: “L’importante è avere equilibrio con e senza palla. Io penso che oggi il centrocampo a 3 possa dare più sicurezza alla squadra. Quando ci sarà maggiore conoscenza, mi piacerebbe giocare anche con 2 punte. Io cambio anche durante la partita e sono qua per questo, mi pagano per questo. Si lavora su diverse situazioni in allenamento. I giocatori sono intelligenti“.

Sul ruolo di Leao: “Deve correre. Esterno o davanti. Deve correre, aiutare con e senza palla. Se il processo è collettivo, è collettivo, non individuale“.

Sul Cagliari come dopo Madrid: “Ne ho parlato con i giocatori dopo la partita, perché avevo visto entrambe. L’importante non è arrivare lassù, ma starci. Se c’è più o meno la base, la partita la vinci con questa qualità“.

Sul suo modo di vedere il calcio: “Io penso che ogni allenatore abbia le sue idee e i suoi metodi. Quello che è corretto o no, dipende dai risultati che comandano. Io ho già perso partite e ho perso titoli a Porto, li ho anche vinti. Io ho il mio modo di fare e pensare. I dettagli come il ritiro? Se poi i risultati non vengono, quello che paga sono io. Oggi è tutto facile, è favoloso. Vedete che stadio che abbiamo, Milanello. Siamo tutti coccolati. Delle volte ci si lascia andare, prima era diverso. 30 anni fa era diverso, ora è cambiata la cosa, c’è bisogno di far concentrare i giocatori. Questo non è un hobby: è un lavoro, non un hobby “.

Ancora sulle ambizioni della squadra: “C’era anche l’orgoglio dei giocatori in Supercoppa, ho un bel gruppo di giocatori che accettano ciò che diciamo, anche se le regole sono cambiate, non dico che sono meglio o peggio. È stato fondamentale che loro abbiano accettato tutto ciò e hanno dato una risposta fantastica. È il passato quello, devono migliorare tanto tanto i ragazzi. Ci sono momenti della partita che veramente non mi piacciono e noi dobbiamo continuare a lavorare. Quello che abbiamo fatto, tanti altri lo hanno già fatto con titoli anche più importanti. Vogliamo arrivare a fine stagione non contentissimi, ma contenti tra i primi quattro“.

Su Rashford: “Ci provate in tutti i modi, mamma mia. In Portogallo è uguale, anche peggio. Rashford è un bel giocatore, come tanti altri che sono sul mercato con altre squadre. Vediamo che succede“.

Sul Milan: “Trovo un grandissimo club, un Paese appassionato per il calcio, una tifoseria che vive il club in modo incredibile: su questo c’è una somiglianza incredibile con il Porto. Poi squadre, ambiente e calcio sono diversi. Due grandi club. A Nantes era diverso“.

Sui possibili miglioramenti: “Una delle cose che non sono andate secondo me è che abbiamo continuato a commettere errori nel pressing, timing non giusto, la zona che abbiamo definito per pressare l’Inter non tanto bene. Ci sono tante cose da migliorare. Il modo di vivere il successo è pensare che ne abbiamo ancora un altro davanti a noi ancora più importante di quanto abbiamo già passato. Non è che non ho goduto, ho anche ballato, ma nel pullman pensavo già a come fare star calmi i ragazzi per la partita contro il Cagliari“.

Milan: Sergio Conceição in conferenza stampa
Milan: Sergio Conceição in conferenza stampa

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