Allora si può fare. Anche il Milan può dire la sua e fare la voce grossa in Europa. La vittoria al Bernabeu con il Real Madrid diventa storia rossonera che in molti, per non dire tutti, pensavano fosse impossibile tramutare in cronaca recente. E invece il Milan lo rende possibile. Proprio quel tanto criticato Milan di Fonseca, impeccabile sotto ogni punto di vista a Madrid.
Dal dominio del gioco (in casa dei campioni d’Europa, seppur in difficoltà) fino alla tanto conclamata Liderança che il tecnico chiedeva a gran voce da un bel po’ di tempo. Tutti, dal primo all’ultimo, al Bernabeu hanno risposto presente sia come atteggiamento che sul campo. E la netta conclusione di questo perfetto connubio non può che essere la vittoria.
Una vittoria schiacciante, 1-3, che poteva anche essere più larga. Perché sì, le migliori occasioni al Bernabeu le ha avute il Milan. Una vittoria che fa il pari con quella della scorsa stagione a San Siro con il Paris Saint-Germain. Una vittoria che nessuno si aspettava ma che arriva, e arriva con un netto dominio del gioco da parte dei rossoneri.
Finalmente la liderança
Un nome su tutti in cattedra in entrambe le occasioni. Manco a dirlo, Rafa Leao. Di lui però ne abbiamo già parlato – ed anche ampiamente – in tutte le salse. Quello su cui vogliamo focalizzarci è la perfezione di un gruppo che sembra aver superato le difficoltà. Da Maignan a Morata fino a Theo Hernandez, una liderança condivisa dalla quale partire e ri-partire. Per il presente ma anche per il futuro.
Anche qui, questo aspetto, fa il pari con un’altra situazione di perfezione della stagione rossonera. Il derby dello scorso settembre. Una vittoria che scacciava via tutti i guai che però poi dopo neanche così tanto tempo tornano a ripresentarsi puntuali in casa rossonera. Una settimana dopo il Milan scende in campo a Leverkusen con un atteggiamento che non è nemmeno un lontano parente di quello del derby e qualche giorno dopo si consumano i fattacci di Firenze. Due netti passi indietro rispetto alla partita praticamente perfetta giocata contro l’Inter.
Esattamente come un anno fa, post PSG. Il Milan andava a Lecce prima della sosta e da un vantaggio di 0-2 nel primo tempo buttava tutto alle ortiche facendosi raggiungere dai salentini e poi anche superare all’ultimo istante ma scampando il pericolo grazie al VAR che annullava il gol. Una scena già vista che sembrava essere stata debellata definitivamente con la splendida prestazione e vittoria di neanche qualche giorno prima in Europa.
Milan, che sia una piacevole abitudine e non una sporadica impresa
Una continuità, che doveva e deve essere la parola d’ordine in casa rossonera, che era stata dimenticata sprecando quanto di buono era stato mostrato neanche pochi giorni prima. Oggi torniamo a parlare di un Milan perfetto che può tirare fuori dal cilindro prestazioni del genere se e quando vuole.
Ma proprio perché parliamo del Milan, lo step successivo è rendere normalità queste prestazioni, contro tutti. E non solo sporadicamente quando c’è da indossare l’abito buono. La vera e propria impresa dunque non è quella del Bernabeu ma dovrà essere quella delle prossime partite. Perché anche il Milan può, anzi deve, giocare così. Basta solo renderlo una piacevole abitudine e non una sporadica impresa.


