Finalmente insieme, dal primo minuto, le due pedine prese in prestito in occasione dell’ultima finestra di mercato: Brahim Diaz e Diogo Dalot. In comune, oltre ad aver giocato entrambi nella città di Manchester, (con Guardiola al City Brahim, sponda United Diogo) appunto la formula con la quale i due ragazzi sono giunti al Milan, quella del prestito secco. La dirigenza rossonera è stata chiara: per accelerare i tempi e farli aggregare alla squadra, non c’era abbastanza tempo per discutere di un’eventuale riscatto.
Due giovani con ampi margini di miglioramento, che vogliono dimostrare di poter giocare in un club prestigioso come il Milan e di meritarsi una riconferma anche in futuro. Il trequartista spagnolo classe ‘99 – passato nella prima squadra del City con Pep Guardiola e poi passato al Real nel 2019 – è stato fortemente voluto Paolo Maldini, un po’ come era successo con Theo, un altro Blanco, l’estate prima. E il “funambolo” numero 21 sta ripagando appieno la fiducia della società e del mister Pioli, non solo con prestazioni importanti e gol decisivi (cose comunque non affatto scontate per un ragazzino agli esordi), ma con una voglia e un senso di appartenenza al club rossonero che difficilmente si sono visti nei ragazzotti acquistati nelle ultime stagioni.
Finora infatti Diaz ha totalizzato 4 presenze, realizzando 2 goal: dimostrazione che il ragazzo ha trovato un certo feeling con il mister e con il gruppo, nonché quella dimensione che gli può permetter di fare il definitivo salto di qualità.

L’altro è Diogo Dalot, terzino portoghese sempre classe 1999. Per lui contro il Celtic la prima in rossonero a tutti gli effetti. Una prova effettivamente poco indicativa, che non è riuscita a mettere in piena evidenza le sue caratteristiche principali, ovvero la grande velocità e l’ottima tecnica, che hanno convito Maldini e Massara a sceglierlo come pedina importante per alzare il livello tecnico anche nel reparto arretrato. E questa non è – a dire il vero – una novità, in quanto il ragazzo nato nel Braga, forse proprio per i troppi infortuni che ne hanno compromesso l’impeigo e la costanza in campo, non è mai riuscito a mostrare totalmente le sue capacità, a causa della sua scarsa costanza nelle prestazioni.
Ma – come anticipato – la dirigenza rossonera crede molto in lui così come lui crede molto nel Milan. «Quando ho firmato per questo club, l’ho fatto perché ho in mente di fare grandi cose qui. Non so cosa succederà nel mio futuro, ma fin quando sarò al Milan, la mia testa sarà concentrata al 100% su questa squadra», ha risposto giusto quattro giorni fa in conferenza di presentazione. Un segnale questo che descrive come i due giovanotti, seppur in prestito, abbiano voglia di fare bene e riportare questo glorioso club (da ricordare anche l’IG story di Leao, con Dalot che mostra fiero la patch con le 7 Champions) dove merita.
Sarà poi compito del duo Maldini e Massara riuscire a trattenerli.
Milan: Diogo Dalot – MilanPress, robe dell’altro diavolo
Entrambi hanno dimostrato di stare bene a Milano, e di essere felici di sposare la causa rossonera. L’obbiettivo del ritorno in Champion’s League del Milan, passa anche da queste situazioni, e necessita di grandi prestazioni da parte di tutti.

