No, le amichevoli estive non sono indicative su come andrà la stagione. Non lo sono per svariati motivi, non ultimo il fatto che le rose spesso si ritrovano ad essere decimate e completate da giovani o esuberi che difficilmente saranno parte dell’annata dei club. Ecco perché la vittoria del Milan contro il Manchester City può essere fumo negli occhi e lo chiariamo subito: i livelli in campo sono diversi, non esiste l’equilibrio visto allo Yankee Stadium nella nottata.
Sì, le amichevoli estive possono essere una trappola. Sta ad ognuno dare il giusto peso e non valutare oltre il dovuto quanto si vede sul terreno di gioco. E con il giusto peso intendiamo ridurre al minimo l’importanza del risultato e dare quella giusta a quanto visto, alla proposta di gioco o per meglio dire all’idea. Costruire dal basso senza paura, sfruttare i cambi di gioco, riaggredire immediatamente, altrimenti abbassarsi e chiudersi compatti con un 4-4-2.
Ciò che dev’essere chiaro è che stiamo parlando di test estivi e ciò implica un’assenza di pressione, così come una preparazione non maniacale della partita. La vera mano di Fonseca dovrà andare oltre la tattica, dovrà puntare sulla testa dei giocatori che troppe volte nel corso dell’ultima annata hanno staccato la spina, anche in momenti cruciali. I nuovi stimoli dovranno fare breccia e dovranno vedersi sul terreno di gioco dal 17 agosto contro il Torino. Quella è la più grande missione del portoghese. Ecco perché va tutto preso con le pinze finora. Apprezzare il tentativo di cambiare determinati concetti, apprezzare il rendimento di giocatori che non saranno protagonisti in rossonero, ma non andare oltre. Un’amichevole resta tale: il nuovo Milan si peserà più avanti.


